Losone: lo scemo del villaggio

Di Corrado Mordasini

In ogni borgo c’era quello che una volta, quando non c’era ancora il politically correct, era lo scemo del villaggio. Oggi non so come lo chiamano, ma garantisco che esiste ancora. Lo dimostra una lettera inviata al portale Ticinolibero. Il titolo? “Faccio la spesa in Italia per colpa della Sommaruga”. Non vedete il nesso? Poco male, ve lo spiega l’illuminato abitante di Losone:

Faccio la spesa all’estero, non per questione di soldi, ma per non finanziare l’arrivo di asilanti in Svizzera e, indirettamente, il terrorismo.”

No, eh? Sempre più oscuro, vero? Ma proviamo a continuare, prima o poi il nesso ci deve essere:

“fortunatamente con i piedi bene al caldo, cioè non devo ma posso, ma definitivamente stufo di sentirmi dire dalla Berna del fai da te di vivere nel paese più ricco del mondo, faccio già da tempo la spesa in Italia con il piacevole effetto di portarmi a casa più o meno il doppio di quello che riceverei da noi”

Allora, lo scemo del villaggio si vanta di andare in Italia a fare la spesa. Non si capisce cosa c’entri Berna. Al limite, a chiedere di fare acquisti qui e non in fallitalia è la Lega, non certo la Sommaruga. Lo stronzone, e diamo pane al pane, si vanta anche di lasciare 2000 cucuzze in Italia ogni mese. Supponiamo che pasteggi a caviale e champagne. Dunque non solo sei ricco, ma sbertucci anche quelli che al limite vanno in Italia per arrivare alla fine del mese. Ma il delirio è solo all’inizio. Il contorto ragionamento prosegue come un’oliva in una pista di bob:

“direttamente confrontato con le negative conseguenze del cocciuto buonismo, non sono più assolutamente disposto di sostenere con i miei sudati soldi l’insensato sperpero di denaro praticato dall’Agenzia turistica Sommaruga & Co (…)da quando ho mutato le abitudini mi sento meno responsabile e non ho più rimorsi di coscienza quando, come fra l’altro avvenuto a Parigi, Nizza, Bruxelles e recentemente a Berlino, cosiddetti “asilanti” importati ad ogni costo da incoscienti, uccidono brutalmente e senza scrupoli indifesi e innocenti cittadini”

E siamo punto a capo. Abbiamo capito due cose. Allo scemo del villaggio, del suo villaggio non importa un fico secco. Rimorsi viene il dubbio che non li abbia mai avuti. Va in Italia a spendere migliaia di franchi, odia la Sommaruga e i buonisti colpevoli del terrorismo e per punirli va a fare la spesa all’estero. Il ragionamento non fa una grinza.

Che personaggi così insulsi abbiano idee incredibilmente idiote ci sta. Mica siamo tutti uguali, e noi buonisti dobbiamo dare una possibilità anche a loro. A lasciare perplessi è che distribuiscano gratuitamente la loro idiozia senza vergogna sui media. Chissà se ha un nome questo scemo del villaggio, anche se dubitiamo molto che metterebbe fuori la faccia. L’insulso conclude:

“Ci tengo a ricordare di non essere per niente disposto a dover lasciare la pelle né per mamma Elvezia, né per Allah e tantomeno per un qualsiasi guru africano. Il mio appello va espressamente all’incorreggibile Municipio sulla sponda destra del fiume Maggia che, accecato dal buonismo e infischiandosene di tutto ciò che avviene nel resto dell’Europa, lascia tuttora incoscientemente girare liberi per il paese degli individui (asilanti nDR) di cui nessuno sa né chi sono, né da dove vengono e tantomeno che cosa hanno in mente”

Il comune di Losone, che poco c’entra con le leggi federali, è colpevole di lasciare andare in giro dei killer. Killer che commettono reati orrendi, come sostare in gruppo a chiacchierare, bersi qualche birra e pisciare contro un albero. Questo mentre lo scemo va in Italia a sperperare i suoi soldi. Io un’idea su chi vorrei come vicino me la sono fatta, e voi?

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