Ospedale Civico ed Ente ospedaliero. Chi attacca Caverzasio è leghista

L’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) ha affidato ad un’azienda italiana, la Ipostudio architetti Srl di Firenze, l’ampliamento dell’ospedale Civico di Lugano.

In rete si sono scagliati i soliti somari che prima aprono la bocca e solo raramente controllano di avere collegato gli organi necessari al discernimento, sortendo un effetto devastante suddiviso in tre parti: comportarsi come i leghisti, dare importanza alle cose ininfluenti (ovvero comportarsi ancora una volta come i leghisti) e fare figure di palta (esattamente come i leghisti).

Facendo un rapido controllo si può comprendere che il concorso è stato indetto a livello internazionale e che, prima di inquadrare i 12 progetti papabili, c’è stata una scrematura. Come è giusto che sia i progetti sono stati anonimizzati e il vincitore è stato scelto all’unanimità, ovvero da una giuria composta da 5 architetti e da 4 rappresentanti dell’EOC.

Dopo avere crocifisso Siccardi (per i motivi sbagliati), l’UDC (per i motivi sbagliati) e Rico Maggi (per i motivi sbagliati) ora il popolo della rete ha deciso di crocifiggere Daniele Caverzasio, mebro del CdA dell’ente ospedaliero e a capo della giuria che ha scelto il progetto migliore.

Caverzasio, non certo un politico di razza, non può essere attaccato per avere svolto il suo compito alla perfezione. Ma sentite un po’ cosa dice (con la leggerezza tipica di chi passava lì per caso) a La Regione il capogruppo leghista: “inizialmente c’era un progetto interno, poi c’è stata la rivolta, per certi versi comprensibile, delle associazioni di categoria che hanno invocato il concorso pubblico che comporta il rispetto di certe regole”. La parafrasi è “all’inizio abbiamo fatto le cose alla carlona, poi le associazioni di categoria che noi leghisti difendiamo hanno persino voluto venisse seguito un iter standard e previsto dalle leggi”.

Dopo essersi dato una zappata su un piede Caverzasio decide di replicare la performance e, incalzato, sostiene che si possa fare meglio: “da cambiare ci sono le regole, ma questo lo sosteniamo da una vita, se si vuole dare preferenza al cittadino svizzero”. Ora, e lo sto chiedendo pubblicamente a Daniele Caverzasio, queste regole le deve cambiare il legislativo, la politica o il consiglio di amministrazione dell’ente ospedaliero? Mi vesto da Raffaella Carrà e fornisco un aiutino: Caverzasio fa parte di tutti e tre.

Al giovane Caverzasio va riconosciuta la vena leghista: non fa, si lamenta, dà la colpa agli altri.

Siccome il popolo della rete ha la memoria molto corta, vale la pena fare vedere di che pasta è fatto quest’uomo: a fine 2013 il nostro ha interrogato il municipio di Mendrisio a suo modo “reo” di avere comunicato alla stampa di avere concesso un risarcimento a due soggetti diversi per chiudere una disputa legale. Se ne deduce che Caverzasio non fa, si lamenta, dà la colpa agli altri e vorrebbe decidere cosa la stampa può o non può scrivere. La ciliegina sulla torta sarebbe andare a fare la spesa in Italia, tanto per dimostrare che lui – come tutti i leghisti – è in prima linea nel dare la preferenza ai cittadini svizzeri, purché abbiano un negozio al di là del confine.

Ora il popolo della rete (che si sovrappone in gran parte a quello che va a votare) attacca il giovane virgulto leghista per avere fatto le cose come si deve e, davanti alla gravità di ciò che dice, scrive e sostiene, tace.

Ti potrebbe interessare anche:

Commenti da Facebook

Leave a Comment

Sei umano? *

Protected with IP Blacklist CloudIP Blacklist Cloud