Pagelloni del GAS 2016: In Ricordo

Di Gherardo Caccia

Questo non è un pagellone come altri. Il 2016 è stato un anno costellato da perdite illustri, nessun’area esclusa: musica, sport, politica, spettacolo. Intere generazioni private dei propri idoli. Ne ho scelti solo 11, come un’ipotetica formazione di fantacalcio. Purtroppo manca qualcuno, mi scuserete, ma davvero la lista sarebbe troppo lunga. Un’inesorabile scorrere del tempo che fa male. Non daremo voti, solo ricordi, un ultimo saluto. E che il 2017 ci dia tregua.

DAVID BOWIE: Il duca bianco se ne va in silenzio, con il suo abito migliore. I fan lo salutano e lo vedono di nuovo duettare con Freddie Mercury lassù tra le nuvole, ma qui sulla Terra la sua voce ha smesso per sempre di vibrare. Pensavamo fosse una gran perdita, purtroppo era solo l’inizio di un’ecatombe.

BUD SPENCER: Al secolo Carlo Pedersoli, il grande Bud ci lascia storditi, come uno dei suoi cazzotti. Generazioni intere cresciute col mito di birra e salsicce e giri in dune buggy orfani del loro più grande vate. Il saluto di Roma è sulle note della sigla di “Altrimenti ci arrabbiamo” e non poteva essere altrimenti. Ora San Pietro ha il suo buttafuori ideale da mettere all’entrata del Paradiso, perché anche gli angeli mangiano fagioli.

ALAN RICKMAN: Basta un’interpretazione per entrare di diritto nel cuore dell’immaginario collettivo, e Alan Rickman ha trovato sulla sua strada il personaggio Severus Piton a cui dare volto e gesta e rimanere impresso nella fantasia di milioni di potteriani. Rickman muore, ma Piton rimarrà per sempre. Il potere magico del cinema.

JOHAN CRUJIFF: Il calcio totale in maglia oranje. Johan saluta questo calcio irriconoscibile lasciando una grande eredità. Polmoni, estro e sacrificio, altro che tiki taka per omini di vetro. Gli dei del calcio lo accolgono tra loro nell’Olimpo.

CESARE MALDINI: Sempre gli dei del calcio. Loro non lasciano nulla di incompiuto, se si prendono un centravanti geniale e funambolico avranno anche bisogno di un difensore massiccio e arcigno per fronteggiarlo. Pochi giorni dopo Crujiff ecco che anche il grande Cesare ascende ai Campi Elisi del gioco del pallone. Che la sfida cominci.

LEONARD COHEN: Pagine di poesia e musica date al vento della vita. Liberata dal suo corpo l’anima risuona come un fruscio di foglie. Alleluja.

DARIO FO: L’ultimo Premio Nobel italiano, il giullare di teatro, riabbraccia finalmente la sua Franca. Nel giorno in cui un menestrello riceve lo stesso premio svedese, Dario si lancia nell’ultima impresa. Dopo aver raccontato quaggiù cosa succedeva lassù, ora proverà il contrario. Ma Dio lo capirà il grammelot?

FIDEL CASTRO: Icona, mito, simbolo. Cosa vuoi dire di Fidel Castro? Con lui se ne va mezzo secolo di lotta e resistenza al capitalismo e all’imperialismo americano. C’è chi ha festeggiato, chi ne ha tirato bilanci in chiaroscuro, altri, tra cui chi vi scrive, ha chiesto solo il tempo per piangere e salutare un compagno combattente. Hasta siempre.

MUAHMMED ALI: Alla fine il Parkinson vince, sempre. Ma Alì ha combattuto l’ultimo round vendendo cara la pelle, come era solito fare. Muore nel periodo più buio della comunità nera d’America dagli anni 70, dove scontri con la polizia e tensioni sociali si susseguono. Si scampa almeno la vittoria di Trump, al quale Alì un cazzotto lo avrebbe dato volentieri.

GEORGE MICHAEL: Che poi sto 2016 pure lo spiritoso fa. Alla voce che ci ha regalato Last Christmas ha concesso un ultimo Natale prima di chiamarlo nella Terra dei più. La musica degli anni 80 rimane orfana di un altro grande protagonista e il mondo gay perde un’icona.

FERDINAND “Ferdi” KÜBLER: In volata il 2016 si porta via anche il Ferdi nazionale. Lo sportivo svizzero del secolo lascia la scena a poco giorni dall’arrivo del nuovo anno. La sua eredità non è stata persa, ancora quest’anno la Svizzera sui pedali si è tolta più di una soddisfazione. Un capo stirpe di cui serbare un indelebile ricordo spingendo sui pedali e macinando kilometri.

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