web analytics

Quello che nello sport non ti dicono

Sarà che a 44 anni sono ancora un’inguaribile ottimista, ma quando mi ritrovo ad affrontare situazioni fuori da ogni logica ho bisogno di un po’ di tempo per elaborare, digerire, capire e poi lasciar andare. In questo caso personale non sono ancora riuscita a lasciar andare del tutto, perché come genitore hai la tendenza a voler proteggere i tuoi figli con le unghie e con i denti di fronte alle ingiustizie della vita. Con il tempo però ti rendi conto che nella vita le ingiustizie sono all’ordine del giorno e che l’unica cosa che puoi fare è insegnare ai tuoi figli ad affrontarle in modo da riuscire a crescere come persona e non finire nel girone dell’ “occhio per occhio dente per dente”… o perdente. Perché a mio modo di vedere, chi commette gesti di cattiveria è un perdente con un sottile strato di vigliaccheria.

Pierre de Coubertin ha detto “l’importante non è vincere, ma partecipare” e noi davanti allo schermo del televisore ci emozioniamo per le storiche medaglie o per le imprese di atleti che ce l’hanno fatta. La finale di Champions League è vista da milioni di persone, a bordo campo ci sono striscioni inneggianti al Fair play, nelle pause pubblicitarie i calciatori più famosi ti guardano dritto negli occhi e ti dicono “No al razzismo”. Siamo tutti uguali, fuori e dentro al campo. Vogliamo vincere, ma nel rispetto dell’avversario. E i ragazzi, i bambini, sognano di diventare un giorno come loro. Lo sport fa bene, migliora la tua salute, ti rende più forte, ti insegna a non mollare, a stringere i denti, a rialzarti, a inseguire i tuoi sogni. Lo sport aiuta a stare insieme agli altri, a dividere le vittorie con i compagni, a sostenersi in caso di sconfitta. Ci sono ragazzi che fanno sport per diventare degli atleti professionisti. Lo vedi dal loro modo di allenarsi, dalle loro scelte di vita. Scelgono il loro futuro con determinazione e tanto sacrificio. A volte vengono ripagati, a volte no. Poi ci sono quei bambini o quei ragazzi che praticano sport per stare bene, divertirsi e stare con gli amici. Si impegnano anche loro, vogliono vincere, non sono contenti se perdono. Ma le loro aspettative sono diverse. Scelgono società più piccole, con ambizioni diverse. Si aspettano un ambiente sereno e costruttivo, dove poter crescere come persone senza l’obiettivo di riuscire a tutti i costi. Si aspettano di giocare, di imparare, di farsi degli amici. Si affidano al loro allenatore, sia a livello tecnico che umano. Si aspettano da loro di essere ascoltati , capiti, incoraggiati. Si aspettano dialogo, rispetto, che non deve mai mancare in modo reciproco. Un allenatore è anche un educatore, bisognerebbe riflettere su questo. E così, più spesso di quanto si creda, anche nelle realtà minori dello sport, si arriva a rovinare un ambiente sereno e costruttivo perché la voglia di vincere ha raggiunto un livello malsano. Oppure per spiegazioni mai date, ruoli non rispettati, malumori mai sistemati. Se i ragazzi trovano chi li sa capire e motivare, sono in grado di dare il massimo, pur militando nel “campionato dell’aranciata sgasata”.

Se di fronte a loro trovano un muro di gomma, incapace di trovare soluzioni, allora per questi ragazzi si prospettano momenti difficili. Momenti che troppo spesso portano a rinunciare allo sport, a mollare perché è venuta meno la fiducia in te stesso, a sentirsi inadeguati e sbagliati. Il mio ottimismo spera che ogni volta che succede un episodio simile, le persone coinvolte imparino dai loro errori, facciano tesoro dell’esperienza vissuta per migliorare e non ripetere lo stesso sbaglio con altri ragazzi. Ammetto però che ultimamente il mio mondo fatto di unicorni, fate e folletti è stato rovinato da qualche secchiata di vita reale piuttosto gelida. Da ogni situazione c’è sempre una lezione da imparare, le persone sagge lo sanno e ne fanno tesoro. In quei momenti il ruolo del genitori è fondamentale come non mai. È tuo compito aiutare tuo figlio, dopo il primo giustificato momento di sconforto e rabbia, a prendere le distanze e guardare quello che è successo come un’opportunità per trovare una strada nuova che ti porterà verso traguardi che forse prima non avresti nemmeno preso in considerazione. Avere una mente aperta ed elastica, che davanti alle ingiustizie e agli imprevisti riesce a cogliere il lato di crescita, chiudendo la porta alla rabbia e al rancore.

Quello lo lasciamo a chi continuerà per la sua piccola stradina, senza mai mettersi in discussione.

Ti potrebbe interessare anche:

Commenti da Facebook

Leave a Comment

Sei umano? *

Protected with IP Blacklist CloudIP Blacklist Cloud

Ti è piaciuto l'articolo? Supporta il GAS

Il pagamento avviene tramite PayPal: se vuoi utilizzare altri sistemi, visita la pagina AIUTA IL GAS. Puoi pagare con PayPal anche se non hai un account, segui le istruzioni sulla pagina di destinazione.

Motivo del pagamento: Donazione per il GAS

Importo da donare: Scorri per selezionare

1 10

Inserisci i tuoi dati

Inserisci il risultato (protezione anti-spam)

2 + 8 =

In attesa di collegamento a Paypal: alcuni browser potrebbero bloccare il popup; se non visualizzi la pagina di Paypal, consenti l'apertura dei PopUp per il nostro sito e aggiorna la pagina o ripeti il pagamento.
Validating payment information...
Waiting for PayPal...