Storia (tragicomica) del fallimento dell’UDC

È l’ora di cena di ieri quando, durante il Tagesschau della SRF, il presidente dell’UDC Albert Rösti alza bandiera bianca: i democentristi non lanceranno un referendum contro l’applicazione del 9 febbraio da parte del Parlamento. Passate le vertigini, e prima che qualcuno osi dare degli statisti ai dirigenti del partito di Blocher, riflettiamo sul perché.

Non c’è bisogno di scomodare politologi ed eminenti studiosi, bastano Pierre Rusconi e il suo mitologico “L’UDC ha sempre saputo che il 9 febbraio era inapplicabile” a spiegare la ritirata di Rösti. Perché è chiaro anche ai sassi: siamo di fronte a un’iniziativa lanciata così per sport e tanto divertimento, vinta contro le stesse aspettative di un’UDC che si è trovata col cerino in mano e ha iniziato ad accusare e incolpare tutto il Creato perché non si stava applicando bene. Dopo aver fatto un po’ di casino durante quest’ultima sessione delle Camere federali distribuendo le solite patenti di svizzeritudine a partiti, consiglieri nazionali e “senatori”, pure loro hanno capito una cosa estremamente semplice: il giochino è finito, non ci sono cascati, riproveremo in futuro. Sì, perché entrambi i progetti al vaglio delle Camere negli ultimi tempi erano lontani anni luce dall’intenzione democentrista: dimostrazione di come, con tutta la buona volontà e con anni di litigate alle spalle, una soluzione non fosse possibile. Operare sull’immigrazione senza toccare l’Accordo di libera circolazione e gli Accordi bilaterali è un po’ come rimanere sposati ma chiedere a tua moglie se puoi tradirla come e quando vuoi. O tronchi tutto, o resti fedele al contratto stipulato. E, dettaglio non da poco, ratificato più volte dal Sovrano.

Inviteremmo il popolo alle urne senza che ciò porti a qualcosa“, dice Rösti. E questa è un’ammissione di sconfitta. Inapplicabile prima, inapplicabile ora, inapplicabile in futuro. E non devono passare per statisti questi apprendisti stregoni, si diceva, perché ammettere che chiamerebbero al voto il popolo senza motivo non cancella che l’abbiano fatto più e più volte.

Dai tumulti di piazza invocati in caso di mancato rispetto della sovranità popolare al “bom, niente referendum, vabbè”. Che brutto declino per dei celoduristi di professione.

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Commenti da Facebook

  • Giangio

    Gira e rigira sono riusciti a rompere le palle per 3 anni.
    Ora, in un mondo perfetto, ci si potrebbe aspettare che prima di lanciare referendum a minchia verifichino che gli oggetti in votazione siano applicabili… Quelle del 12 febbraio sono già lanciate ma maggio è comunque dietro l’angolo, lasciamoci sorprendere.

    • Nel mondo attuale, invece, cambieranno discorso (giudici internazionali, islam, rifugiati economici o altri specchietti per allodole) e, con un po’ di milionate di pubblicità, riscuoteranno successo nelle urne. Mai visto gente del genere dire “ho sbagliato”. Mai.

      Esempio: hai mai visto quei luminari di Plr, Ppd, Udc e Lega, che per anni (lo fanno ancora oggi) hanno ripetuto il mantra dell’attrattività (fiscale) del Ticino, dire “scusate ragazzi non pensavamo di tirare qua 30’000 frontalieri in più e una miriade di aziende fuffa rovinando il mondo del lavoro e l’ambiente con tutti gli annessi costi sociali e infrastrutturali”?
      Sono invasati, fondamentalisti nel loro credo, secondo me pochi di loro sono in malafede, figuriamoci il popolino che dà loro la delega sul futuro votandoli.

      Cit: Gli uomini, come è stato ben detto, pensano in branco: si vedrà che impazziscono in branco e recuperano la ragione lentamente, uno a uno.

  • Ugo

    Andando a spulciare i vostri articoli mi sembra di vedere la fotocopia del mattino della domenica, direi che siete completamente dipendenti da lega e udc perchè senza di loro questo sito non avrebbe ragion di esistere in quanto privo di iniziativa ma solo frustazione scritta dopo essere andati a spulciare tutti i profili facebook del leghista di turno ed averne letto la propria idea per poi ricamarci un articolo, siete una scatola vuota e per avere successo attaccate i potenti ma vedo che non funziona perchè non siete molto seguiti, poi chiamarvi gas è stato geniale, uno appena pensa a questa parola vengono in mente le scoregge, trasformandola in poesia si potrebbe dire che gas è come una scorra che arriva, puzza un pò e poi si libera nel cielo lasciando l’aria pulita, che poeta.

    • Marzio Lozzi

      Un commento nel merito no eh?…qwuando non si hanno argomenti é meglio tacere che sparare cazzate.
      Tipico leghista ciao fai il bravo e fatti con roba buona

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