I Cinque Stelle e Virginia Raggi sempre più smarriti

Di Roberta Condemi

È un pomeriggio di inizio anno a Roma. Il clima è mite e le strade sono quasi vuote, non ancora pervase dal solito caos nel quale la città ripiomberà al termine delle vacanze natalizie. L’atmosfera è festosa e invita a uscire di casa per godere delle meraviglie del centro storico. E proprio lì, in via della Scrofa, storica strada a due passi da piazza Navona che si snoda tra la Chiesa di San Luigi dei Francesi, scrigno di dipinti del Caravaggio, e l’Ara Pacis Augustae, un uomo guida tranquillo il suo scooter.

A un tratto nota qualcosa tagliargli la strada rapidamente. È un animale. L’uomo rallenta, prende il suo smartphone e inizia a riprendere l’insolita scena. Non si tratta infatti di uno dei tanti gatti che sonnecchiano tranquilli sui monumenti di Roma e vengono nutriti da premurose “gattare”, e neppure di un cane smarrito in cerca del padrone. È una volpe. Un piccolo e grazioso canide che corre velocissimo lungo via della Scrofa cercando di sfuggire alla telecamera dell’improvvisato reporter in motorino. Un animaletto in cerca di cibo, che si nasconde sotto le auto in sosta e sparisce poi per i vicoli stretti del centro, in un habitat che non è esattamente il suo.

Una volpe a Roma non si era mai vista. In una città abituata a tutto, ogni giorno sembra accadere qualcosa di ancora più incredibile. Il cambiamento è costante e non necessariamente in meglio. Già, il cambiamento: questa la parola chiave della campagna elettorale di Virginia Raggi, giovane avvocato sul quale il Movimento Cinque Stelle ha puntato tutto. Il “vento” nuovo che avrebbe dovuto spazzare via gli scandali di Mafia Capitale e la gestione controversa della destra di Alemanno e del PD di Marino. Una folata di onestà e trasparenza, che prometteva di far risorgere Roma dalle sue ceneri e renderla pari alle altre capitali europee. E alla fine Virginia ce l’ha fatta: ha vinto le elezioni comunali con percentuali plebiscitarie.

Acclamata come salvatrice della città, il sindaco si è però fin da subito trovato in difficoltà, quasi come se l’onestà, brandita come vessillo, non fosse sufficiente a supplire la competenza e l’esperienza. Ecco allora le scelte sbagliate dei collaboratori: dall’assessore all’ambiente Muraro, scelta per risolvere il cronico problema dei rifiuti e ora indagata, al braccio destro Marra, da Virginia fortemente voluto in barba alle indicazioni di Beppe Grillo, e addirittura recentemente arrestato. Non solo la giunta zoppicante, colpo assai grave per chi aveva fatto dell’onestà il suo cavallo di battaglia ed elemento di distinzione dalle giunte precedenti, ma anche una gestione di Roma incerta. In una città soffocata dal traffico, in appena sei mesi sono state cancellate circa tremila corse di autobus e interrotto il prolungamento della metropolitana, un’opera fondamentale per lo sviluppo urbanistico della città. Tanto per intenderci, Roma avrà solamente tre linee di metropolitane, di cui una incompleta, contro le 5 di Milano, le 11 di Londra e Madrid, le 15 di Parigi e le 4 di Lisbona. La rete tramviaria conta solo 6 linee e non vi è ancora un piano per migliorarla. Il sindaco, tuttavia, punta sulla costruzione di una funivia, opera bizzarra, ma soprattutto non utile, se si considera che questa dovrebbe collegare una zona collinare piuttosto periferica della città. e che non è di certo adatta a risolvere il problema dei trasporti di massa.

Anche il controverso no alla candidatura per le Olimpiadi di Roma del 2024 è apparso a molti una mossa azzardata. Oltre a un’occasione per dare lustro alla città, ospitare i Giochi avrebbe incentivato la costruzione di impianti sportivi, metropolitane e ulteriori infrastrutture. Che dire poi dei rifiuti e dello stato del manto stradale? Beppe Grillo ha dichiarato che Roma è più pulita da quando la Raggi è sindaco, ma basta fare un giro per le periferie e per il centro per accorgersi che non è affatto cosi… E le buche abbondano, come ha avuto modo di accorgersi lo stesso Grillo, caduto rovinosamente in una di esse durante una recente manifestazione in città.

Infine, lo spinoso nodo del bilancio. La carica dell’assessore al bilancio è stata vacante per molti mesi, a causa delle spaccature interne al Movimento 5 Stelle. Una volta poi trovato l’assessore e presentato il bilancio, questo è stato bocciato dell’OREF, organo di revisione indipendente, invocato più volte in passato dalla stessa Raggi come strumento imparziale utile a bacchettare la mala gestione di Marino.

Eppure Virginia, sebbene provata dagli avvenimenti finora avversi, va avanti. Beppe Grillo, che tutto vede e decide, la supporta, arrivando addirittura a modificare in senso garantista il Codice Etico del Movimento nella parte in cui prevedeva l’obbligo di dimissioni per il politico indagato. Una virata di portata storica, che induce a ritenere che sia stata pensata ad hoc per il sindaco di Roma, nell’eventualità fosse in futuro destinataria di una informazione di garanzia. D’altronde mantenere il controllo di Roma è essenziale per il Movimento che punta a governare l’Italia.

Intanto continuano i malumori e si acuiscono le spaccature all’interno del Movimento, ma il sindaco non si arrende. Aggrappata al sogno di portare un nuovo vento, è convinta che il dialogo diretto con i cittadini sui social network e i continui “no” a qualsiasi progetto, in quanto espressione del pentastellato concetto di onestà e trasparenza possano essere sufficienti al risanamento della città. Tuttavia, Roma non dà segni di miglioramento e il divario con altre città italiane ed europee è sempre più netto. Senza un progetto concreto, un piano per il futuro che si discosti dallo “stiamo lavorando” che la Raggi e il suo staff ripetono come un mantra. Sempre più smarrita, proprio come la volpe di via della Scrofa

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