Il Corrierone dà i numeri, e male

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Che al Corriere siano la longa manus della destra ministeriale già si sapeva. Ultimamente la china sta diventando rovinosamente erta, al punto che scoscendimenti di pietrisco e anche qualche sassata rischiano di cadergli sulla zucca. Perché a fare informazione di parte devi essere anche un po’ furbo.

L’ultima sviolinata in difesa del ministro Vitta e della Riforma delle imprese, che porta firma Righinetti, la troviamo in un articolo in cui si afferma che il canton Ticino potrebbe ricevere di più di perequazione finanziaria se si votasse Sì alla Riforma III. Una teoria affascinante. Ricevere una maggiore perequazione vorrebbe dire che siamo più poveri, e la strategia dei nostri ministri, soprattutto quelli dell’ala borghese-leghista, è questa. Votiamo Sì alla riforma, così, nel gruppo dei poveracci, noi riceviamo di più. Perché cercare di uscire da soli dal fosso quando c’è la vituperata Berna che può tenderci una mano?

Ricordiamo al lettore che la perequazione serve come compensazione fra cantoni poveri e cantoni ricchi, e vengono presi in considerazione due fattori. Il primo, geografico, sociale e demografico: la perequazione va a coprire i maggiori costi che hanno cantoni discosti o che devono sopperire coi servizi anche a zone limitrofe. Il secondo premia cantoni che sono oggettivamente “poveri”, la cui somma di introiti fiscali fatica a coprire le spese correnti.

Se al Ticino venissero dispensati più soldi, significherebbe che esso è più povero e che in futuro prevede ancora meno risorse di oggi. A tutti gli effetti avremmo bisogno di più aiuto dalla Confederazione. Vitta ha calcolato 25-35 milioni di perdite per il cantone. Dimentica però alcune cose: dove sono, a bilancio, i 15 milioni della Banca Nazionale e i 60 milioni di maggiori entrate fiscali da autodenunce? A casa nostra fanno 75 milioni di franchi. Inoltre. Se la riforma passasse, sarebbero i comuni a doversene fare onere: 20 milioni calcolati solo per Lugano.

Vitta, nei suoi calcoli, ha dunque dimenticato, riferendosi alle perdite, la perequazione di Berna che gliele coprirebbe? Il CdT sta dicendo che il ministro non sa fare il suo lavoro? Oppure, come al solito, si sta cercando di buttare fumo negli occhi della gente? Che oltre alla Riforma delle imprese dovrà sopportare le camionate di tagli al sociale per famiglie e anziani? Bella visione politica. Ci piace pensare che Vitta & company vedano oltre, non si fermino a mettere delle pezze man mano che i buchi si creano.

Difendere la Riforma III oggi, vuol dire non vivere nel nostro mondo. Vuol dire non capire qual è la situazione, che ha bisogno di un cambiamento globale forte e ben diretto. Vuol dire lavorare con coraggio, e non nascondendosi dietro le gonne di mamma Elvezia. Non è ora di crescere Vitta?

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