La refrattaria da video

Di Calvero

Che i luoghi comuni abbiano una radice è assodato. Come le leggende. Non è che adesso cappuccetto rosso vi suonerà alla porta, ma di sicuro una bambina con la nonna disabile divorata da una belva è esistita.

Così come è una realtà che le donne non si concentrano di fronte ai film d’azione. Stessa cosa succede ai maschi se dopo i primi dieci minuti se non c’è un cadavere o un’esplosione. Il video visto a casa segue così degli schemi che separano nettamente i maschi dalle femmine. La cosa è meno evidente in fase adolescenziale, ma peggiora e diventa degenerativa con l’età.

Scena: famiglia di fronte al video. Esempio: “Edge of Tomorrow”, con Cruise e la Blunt. Bellissimo film di fantascienza. Ha però tre problemi che lo renderanno ostico alla refrattaria: 1) è di fantascienza; 2) è pieno di morti; 3) la sceneggiatura è abbastanza complessa e basata su un paradosso temporale. Sappiate che non c’è nulla di più incomprensibile per questa tipologia femminile che il paradosso temporale. Quello che segue è il quasi certo decorso della visione.

Il film inizia. Lei ha lo sguardo già stordito. Di solito, dopo i primi 20 minuti fa una domanda. Di solito stupida, e a cui gli altri convenuti non possono dare risposta: “Ma adesso cosa succede, lui la ritrova?” Marito e figli si voltano, non hanno, saturi di esperienze passate, bisogno di parlare. Semplicemente fissano la refrattaria che comincia a mettersi un po’ sulla difensiva. “Nemmeno voi lo sapete.” No, non lo sappiamo. E tu sai benissimo che non lo sappiamo, ma domandi lo stesso, cazzo. Questo ogni dannata volta. Cosa c’è di così incomprensibile? Perché pensi che chi guarda con te il film è in grado di predire il futuro? Perché è così difficile capire che gli sceneggiatori fanno APPOSTA a non spiegarti tutto subito se no la storia viene fuori una merda?

Il film prosegue. Tra una serie di domande inutili, insulse, commenti fuori luogo e privi di qualsivoglia fondamento. “Ma lui come fa a capire dov’è l’Omega”, “Perché lei gli spara?” e avanti così.

Alla fine, tu e i figli, ai titoli di coda vi guardate con l’aria saputa di chi ha scelto un bel film. Ma sapete benissimo che dietro c’è la refrattaria che, nonostante gli sforzi degli sceneggiatori, non ha capito un cazzo. Voi lo sapete e vi voltate rassegnati. “Non hai capito vero?” “No… ma scusa, come fa lui a tornare se è morto dopo avere ucciso l’Omega.” Voi vi lanciate in un tentativo di spiegazione coi figli che scrollano la testa, anche se sapete che è inutile: “Perché quando esplode la bomba il sangue dell’Omega lo ricopre e allora lui recupera il potere che aveva perso”. Lei rimane perplessa. “E allora perché non ritorna all’inizio?” “Quello È l’inizio, ricordi? Quando lui atterra a Londra? E parla col generale?” “Ma allora perché va da lei e lei non lo riconosce?” Cominciate a perdere la pazienza: “Perché lei non lo ha MAI VISTO! Si sono visti in un tempo che non è ancora passato? E ora è cambiato!…”

Siete degli idioti. È inutile. Anche se alla fine dà parvenza di aver capito, non è mai convinta del tutto. Il problema è semplicemente un set mentale. La refrattaria in realtà NON vuole capire. Per lo stesso motivo voi NON capite mai gli intrecci delle storie d’amore. Semplicemente non ve ne frega un fico secco.

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