“Le gravi incognite che pesano sull’Europa”

L’ex direttore dell’Economist, Bill Emmott, nell’editoriale de La Stampa di ieri, ha affrontato il tema dell’avvenire dell’Europa da un’angolazione politica molto interessante ma anche molto preoccupante, soprattutto per la sinistra.
Dopo il voto sulla Brexit, che ha segnato anche un successo dei gruppi più conservatori dei Tories, Emmott dice che nelle prossime elezioni francesi non è da escludere una vittoria di Marie Le Pen. Dopo Trump anche in Francia tutto è possibile. Come è noto, il candidato messo in campo dalla destra repubblicana per fronteggiare Le Pen è François Fillon, una personalità nota anche perché fu capo del governo negli anni in cui era presidente della Repubblica, Nicolas Sarkozy. Dunque Fillon, afferma Emmot, “economicamente è un liberalizzatore ma conservatore sotto il profilo sociale e molto compatibile con la cancelliera Angela Merkel e, soprattutto, è molto compatibile con i suoi sostenitori nella CDU e dell’Unione cristiano sociale”. Cioè Fillon-Merkel potrebbe ricostituire l’asse franco-tedesco, un asse portante dell’Unione europea, storicamente essenziale. Emmott pensa che l’attuale premier francese, Manuel Valls, possibile candidato dei socialisti, sarà certamente sconfitto. E proprio i socialisti, per bloccare Le Pen, al ballottaggio voteranno Fillon.

Lo stesso teatro politico si prospetta in Olanda. In Germania la vittoria della Merkel, in competizione con il candidato socialdemocratico, viene data per certa. Insomma, per bloccare la destra estrema e antieuropeista si prospetta solo un successo dei conservatori. Questa è la realtà.

È vero che in Italia solo la Lega di Salvini tifa per Le Pen, con cui si identifica, ma c’è l’incognita 5Stelle di Grillo e Casaleggio. I quali, dopo le capriole sull’entrata e l’uscita dal gruppo dei Liberali, che in definitiva li han considerati antieuropei, tutto è possibile. Quale sarà nei prossimi mesi la posizione politica dei 5Stelle anche rispetto all’Europa? Non è un azzardo pensare che, adesso, accentueranno il loro antieuropeismo. Proprio perché Casaleggio, il quale traffica su questo fronte, usa i gruppi parlamentari negli affari della ditta in quanto lascito del padre di un bene commerciabile.

Quindi la situazione italiana è una incognita. E lo è anche perché Matteo Renzi, capo del Pd, continua a manovrare per ottenere subito le elezioni e rifiuta di fare un vero congresso per definire il carattere e la qualità politica, ideale e programmatica del suo partito. Anche Renzi accentua l’incognita. E dopo Trump e quel che vediamo in Europa, questi comportamenti appaiono francamente intollerabili.

Emanuele Macaluso

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