Le regole del gioco

Di Francesco Giudici

Non solo in periodo natalizio, ma per molti magari solo in quell’evenienza, ci si mette al tavolo e, approfittando dei ricongiungimenti parentali che la festività tardo-dicembrina mette in calendario, ci si diverte con qualche gioco di società. A volte il tutto si riduce a una partita a briscola oppure a scopa (rendendosi conto che si fatica a ricordare il valore delle carte e le elucubrazioni per determinare la primiera o primavera); in altre evenienze rispuntano da polverose scansie di armadi, il Monopoly, gioco tipicamente svizzero basato su soldi, speculazioni e l’area privilegiata della sempre decantata Bahnhofstrasse o Scotland Yard con l’inseguimento del criminale attraverso le grigie vie londinesi. In ogni caso però i giochi sono tutti caratterizzati da regole piuttosto precise e i partecipanti, pur maledicendo iella e compagnia di avversari fortunati, accettano le conseguenze dei passi falsi, delle ingenuità, delle distrazioni e le penitenze previste per ogni singolo caso.

Compiamo ora un salto in una dimensione che ritengo analoga alla precedente e cioè quella che contempla il grande passatempo legato alla circolazione stradale. Ogni partecipante, prima di prendere parte a questo “divertimento” ha dovuto studiarne le regole che sono tantissime, molte di più di quelle che accompagnano le istruzioni per l’uso di qualsivoglia gioco di società, scacchi compresi. Inoltre a differenza della dimensione prettamente ludica, qui bisogna superare un paio di prove per dimostrare di aver digerito e stipato le nozioni indispensabili nella parte del cervello dove abita la coscienza immediatamente accessibile. Il tabellone sul quale ci si muove è immenso, forse infinito in quanto cresce sia espandendosi verso l’esterno sia ramificandosi nel proprio interno. Ognuno ha a disposizione la pedina personalizzata, di dimensione, colore, potenza e valore pecuniario e affettivo diverso. Ognuno ha il proprio percorso da compiere e questo percorso non fa che intersecare i percorsi degli altri giocatori, qualche volta da considerare come compagni di squadra, spesso da considerare come avversari, concorrenti andrebbe quasi meglio in quanto corrono con o contro. Le trasgressioni alle regole del gioco sono frequentissime e la maggior parte di esse avvengono fuori dalla portata dello sguardo dei controllori.

E sì, perché in questo grande gioco ci siamo decisi a mettere gli arbitri, o meglio, coloro che con o senza fischietto tengono d’occhio quello che succede sulle vie carrozzabili. Le strade però non sono come il campo di calcio (ma a pensarci bene anche lì si è introdotto l’occhio elettronico) che è un luogo chiuso e con soltanto una ventina di pedine.

Ora però in Ticino abbiamo voluto introdurre il jolly. Quella carta che ti dà il diritto di infischiarti di molti valori che il gioco obbliga ad accettare. È la regola decisa dal Gran Consiglio, quella di mettere il cartello che preavvisa il controllo da parte di una postazione radar mobile. Non ripeto le varie prese di posizione dei fautori e dei contrari però, per Natale, mi sono già preparato il tabellone per una bella sfida con i miei amici al gioco dell’oca: le caselle numero 6, 19, 31, 42, 58 per me non contano e per loro sì. Cioè quelle dove si deve pagare pegno (restar fermi dei turni, retrocedere di parecchio, abbandonare la competizione). Indubbiamente bisognerà pagare da bere al vincente.

Ti potrebbero interessare: