“O il carcere ti forma, o peggiora la situazione”

Una cosa è certa: i terroristi si radicalizzano in carcere. E così chi entra per un reato quasi sempre esce e ne commette uno peggiore, o uguale.
Poi ci sono i dati, sempre quelli, sempre uguali da Beccaria a oggi: la recidiva è minore dove il percorso di riabilitazione è concreto. In altre parole: o la pena è un percorso che forma, aiutando la persona detenuta ad acquisire competenze e pensiero, oppure non serve, e anzi in molti casi peggiora la situazione.

Eppure, anche di fronte a dati e statistiche, ci sono quelli con la bava nel cervello per cui “in carcere devi soffrireeee!” Ecco, queste persone sono le maggiori responsabili dell’insicurezza nazionale. Se tu tratti un delinquente comune a merda in faccia, il suo unico pensiero sarà uscire e accoltellarti. Se invece in carcere gli permetti di formarsi, di lavorare, di acquisire competenze e riflessione su quello che ha commesso, tu contribuirai a farne un uomo nuovo. Lo Stato risparmierebbe e avremmo un cittadino in più e un delinquente radicalizzato in meno.

E ci chiamano buonisti. No, signori, siamo semplicemente più umani. E intelligenti.

Saverio Tommasi

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