Pedalando senza fretta

Di Sara Beretta Piccoli

È stata l’ultima notizia dell’anno a Lugano, come la classica ciliegina sulla torta! Finalmente, ma bisognerebbe forse dire “era ora”, anche nella acculturata cittadina sul Ceresio, arriveranno le forze dell’ordine in bicicletta (peraltro elettrica!).

Il parto è stato lungo. Dalla prima interrogazione nel 2005, attraverso diversi atti parlamentari, a una breve sperimentazione (che aveva dato peraltro scarsi risultati), fino ad oggi: 2017! E pensare che le prime pattuglie in bicicletta al mondo risalgono al 1904! D’altronde si sa, la Svizzera è piuttosto restia ai cambiamenti (vedi voto alle donne) ma tant’è. I vantaggi, con questo tipo di “mezzo”, sono molteplici: circolazione agevolata in zone prettamente pedonali e nei parchi cittadini, nessun rumore e nessuna emissione inquinante, velocità d’intervento (anche in caso di traffico congestionato), prossimità al cittadino (contatto diretto, visto che il casco non copre il volto), assistenza immediata, bella immagine di apertura nei confronti del turismo, resa del territorio “piatto” (grazie alla propulsione elettrica). Quello che forse molti non sanno, è che gli agenti che si sono candidati per questo nuovo tipo di pattugliamento frequenteranno un apposito corso per una maggiore padronanza del mezzo soprattutto riguardo l’aggiramento di ostacoli, il superamento di scale o scalini, per particolari modalità di arresto, come pure per un’ottimale capacità d’intervento, perché la bicicletta può anche essere utilizzata per esempio come “sbarramento” mobile (vedi per esempio questo video).

E quindi, infine, avremo dei nuovi agenti che, grazie alle endorfine prodotte pedalando, saranno più sereni e, chissà, magari anche un po’ più atletici. E sai mai che anche ai cittadini non venga voglia di tornare in sella?

Ti potrebbero interessare: