Burn baby, burn

Di Corrado Mordasini

Non c’è bisogno di scomodare il klan. A gioire per un immigrato di colore bruciato su uno dei nostri treni mentre tentava di attraversare il confine, c’è il bellissimo popolo del web. Per essere degli infausti coglioni non serve girare con il cappuccio bianco incendiando croci. È sufficiente essere dei patetici personaggi senza senso della civiltà, della cultura, dell’empatia.

Mongolo.

Spero non si sia rovinato il treno.

Credeva ancora nel colpo di fulmine.

Ognuno è responsabile delle proprie azioni.

Poteva evitarlo. L’ha cercata lui la disgrazia, pace.

Frasi leggere, senza peli sulla lingua, anche stupide. Certo è che sicuramente cambierebbero idea, se sentissero il puzzo della carne bruciata, se vedessero quello che succede a un corpo carbonizzato. Un patologo potrebbe dirvi quello che succede fuori, le lesioni da ustioni di terzo grado distruggono tutti e tre gli strati cutanei, spesso anche lo strato adiposo e muscolare. Comportano l’annerimento della pelle e la sua essiccazione, le terminazioni nervose vengono distrutte. ma anche all’interno succede un bel casino, con una congestione poliviscerale, un edema polmonare, asfissia e la morte dovuta a fibrillazione ventricolare.

Traduco: la pelle fuori brucia. L’acqua che contiene evapora provocando ulcerazioni diffuse e perdite massicce di sangue. Gli organi interni si gonfiano di sangue e si arrossano, in seguito all’azione esterna del calore. Nei polmoni si assiste ad un aumento dei liquidi nello spazio extravascolare, poi subentra l’asfissia per l’inalazione dei vapori tossici. Segue un’aritmia cardiaca rapidissima, caotica, che provoca contrazioni non coordinate del muscolo cardiaco e dei ventricoli. Il cuore si ferma. Questo naturalmente se la corrente non ti ha ammazzato prima.

Ecco. Questo è successo a quel mongolo sul tetto del treno. E penso che se poteva evitarlo lo avrebbe fatto. Cercava solo di passare, se poteva stare seduto nel vagone lo avrebbe fatto, penso di sì. Era responsabile delle proprie azioni? Certo non nel modo che lo siamo noi se decidiamo di prendere il bus o andare a mangiarci una brioche al bar. La sua scelta era se rimanere in un centro profughi o provare a proseguire suppongo. Poteva evitarlo? Sì, certo, come puoi evitare una pallottola se abbassi la testa, ma se non stai attento te la buca.

L’ha cercata lui la disgrazia. Pace.

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