Di Super Norman e Clark Kent

Di

Tira una brutta aria per i supereroi di casa nostra, al di là delle polveri fini ai livelli di guardia.

Il paladino della Lega dei Ticinesi, Super Norman, inizia un po’ a perdere qualche colpo con questa storia dei permessi: probabilmente è colpa del villain, del cattivo di turno, in questo caso a quanto pare italiano, che ha sparso un bel po’ di kryptonite su e giù per l’Ufficio della Migrazione sotto forma di bustarelle, tale che anche altri impiegati svizzeri sono stati contagiati dall’oscuro virus della corruzione a cui, si sa, sono disabituati e verso cui non hanno ancora sviluppato gli anticorpi. Il risultato è stato che di colpo Super Norman sembra aver perso i suoi superpoteri, fra i quali la SuperFaccia di Bronzo e il SuperControllo, arrancando abbastanza faticosamente fra una gaffe, una frase infelicemente razzista e vaghe e confuse spiegazioni.

È la maledizione di ogni supereroe, quella di essere comunque un uomo, forte sì, magari con fenomenali poteri cosmici, ma pur sempre un essere umano con le sue debolezze, ed è forse questo che ce li fa sentire così vicini, così simili a noi; e d’altronde, non c’è dubbio che Super Norman al di là dei suoi superpoteri sia la trasposizione ideale di ciò che ogni leghista vorrebbe essere: fisico imponente da vero dominatore del cerchio di lotta svizzera, libertà di dire esattamente il cazzo che ti pare e anche in diretta TV, il potere del “Fö di ball!” per cui può decidere se un badino, uno jugo o un negher può rimanere o deve prendere barcheta e camel e tornarsene a casa sua. Certo, non piace a tutti, ma come si suol dire, non è il supereroe che il Ticino merita, ma è il supereroe di cui il Ticino ha bisogno.

E dunque, in quanto comunque umano, a volte anche Super Norman ha delle debolezze, anzi, diciamolo pure, dei cedimenti: una volta sono i bambini equadoreñi, un’altra volta gli assegni di prima infanzia assimilati alle prestazioni sociali con relative espulsioni di padri e madri di famiglia, su cui gli tocca essere smentito come sulle espulsioni di madri e padri stranieri in assistenza, ma mai come ora Super Norman aveva dovuto affrontare una tempesta simile, mai come ora si era trovato davanti dei cattivi di questo livello.

Sarà per la kryptonite negli uffici o per la cassöla avvelenata cucinata dal perfido cuoco siciliano infiltrato al posto del fido chef vallerano, forse nel caso dello scandalo dei permessi Super Norman si sta rivelando fondamentalmente in tutta la sua umanità: per fare un paragone con il suo omologo più famoso, e citando un pezzo di Mina, sembra che non sia più Super Norman, no, è solo Clark Kent.

Ti potrebbero interessare: