Gobbi e Beltraminelli, sempre peggio!

Erano gli anni d’oro, quando Norman Gobbi e Roger Etter, prima del suo arresto per tentato omicidio, firmavano in coppia le interrogazioni parlamentari come bravi compagni di scuola, attenti alle infiltrazioni mafiose, quelle che oggi Gobbi nega.

Il 20 agosto 2002, e cioè 15 anni fa, i due amici interrogavano il governo come segue, titolando il loro intervento: “Ramificazioni della ndrangheta in Ticino: quale presenza delle organizzazioni malavitose nel nostro cantone?”

E concludevano in calce al documento, chiedendo se

 “… le attività delle organizzazioni malavitose in Ticino sono state controllate, monitorate e represse.”

Dopo lo scandalo dei permessi facili, che ha dimostrato una serie di lacune nella gestione del dipartimento e nelle sue scale gerarchiche, ecco salire alla ribalta un nuovo caso che puzza di marcio lontano un miglio. Sarebbe ingiusto dare la colpa solo a Gobbi, perché qui c’è coinvolto anche il DSS di Paolo Beltraminelli nella concessione di appalti alla ARGO 1.

Anche questa storia ha tutti i crismi per esplodere in faccia ai due consiglieri di Stato.

A Beltraminelli perché sua è la responsabilità dell’appalto alla ARGO 1 e a Gobbi perché essendo alle Istituzioni è il responsabile della sicurezza del Ticino e dei ticinesi. Il recente accurato articolo di TIO, rivela non solo una serie di porcherie legate alla ARGO 1, ma mette anche in dubbio la concessione dell’appalto alla ditta stessa da parte del dipartimento.

Ricapitoliamo. Il responsabile della ARGO 1, che gestiva dei centri profughi per il DSS, riceve dallo stesso dipartimento un mandato diretto per operare (dunque senza concorso). Sansonetti, a prescindere dai presunti reclutatori dell’ISIS, è accusato di usura, sequestro di persona e violenza, ai danni dei profughi che avrebbe dovuto gestire. Parliamo di persone, non di patate. Sarebbe bastato un banalissimo controllo su internet ai funzionari del dipartimento, come hanno fatto a TIO, per verificare che:

  1. la ARGO 1 SA, era una ditta che alla delibera dell’appalto non aveva impiegati! Era formata solo dallo stesso Sansonetti, che poi aveva cercato degli impiegati. Sorvoliamo sulle garanzie lavorative che può dare una persona del genere.
  2. L’ultimo recapito della ARGO 1 SA faceva capo alla famigerata società bucalettere di Cadenazzo in via Prati alti 25, quella che fungeva da recapito a 207 ditte e che deteneva il record svizzero di insolvenze con 31 fallimenti sul gobbo.
  3. I nomi di due amministratori della ditta acquistata da Sansonetti, figurano in un’inchiesta legata alla ‘ndrangheta calabrese e alla massoneria, in cui fu addirittura incarcerato il senatore di Forza Italia Antonio Caridi.

Probabilmente mezza giornata di lavoro e qualche clic hanno permesso a un giornalista di TIO di avere queste informazioni che, vogliamo sperare, il governo ignorava. Perché qualunque altra ipotesi è peggiore della negligenza. A questo punto ribadiamo, nessun accanimento verso Gobbi e Beltraminelli, ma ci domandiamo anche: la mediocrità, e siamo gentili, è una nota di merito per entrare in Consiglio di Stato? Come mai, in un ambito così sensibile, è stato possibile assegnare un mandato diretto? E a quanto ammontava il mandato? Quanti di noi avrebbero dato l’appalto anche solo per costruire una veranda a un tipo del genere? Con che faciloneria certe persone decidono chi lavora per l’amministrazione cantonale? E questo vale sia per Gobbi che per Beltraminelli.

Attendiamo, a breve, delle risposte.

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