L’UDC contro le élites? Molte risate

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Christoph Blocher non molto tempo fa disse testuale: nelle future elezioni l’UDC rappresenterà il baluardo della lotta contro le élites di questo Paese.

Una selva di risate accolse questa improvvida dichiarazione, e l’insensatezza di quanto affermato dal tribuno zurighese ci viene mostrata in tutta la sua chiarezza da Bilanz. Magdalena Martullo-Blocher, figlia di cotanto padre, è la politica con il patrimonio più alto: 4 miliardi di franchi. Il quintuplo dei patrimoni dei suoi 245 colleghi parlamentari messi insieme. E non è che questi viaggino su cifre basse. Il banchiere zurighese Matter (UDC) e il turgoviese Hess (toh, anche lui UDC) contano 150 milioni a testa, Glarner (dai, un UDC!) e l’amica di Parmelin, Céline Amaudruz (ma no, una UDC!), invece si fermano a 10 milioni.

Bello verificare come anche in Svizzera, nella civile Svizzera, si vada ripetendo lo schema Trump. Milionari e miliardari che blaterano di lotta alle élites essendo loro stessi le più grandi élites del Paese: nella politica, nell’economia, nell’industria. E c’è veramente un cortocircuito nella società se chi non ha un franco in tasca crede che chi finora l’ha costantemente fregato, nelle idee come nel portafogli, sia la sua àncora di salvezza. Un cortocircuito spiegabile con le enormi difficoltà della sinistra a farsi capire, certo, ma che ha una portata ancora più ampia se paragonata al ciclone Trump. Si è fatto votare dai disoccupati e dai disperati senza laurea per riempire di petrolieri e miliardari il governo “del popolo”, ha un peso geopolitico sicuramente superiore a quello di Blocher, ma il discorso è lo stesso. E poco senso hanno le argomentazioni di Tito Tettamanti – scritte sul Corriere di venerdì – secondo il quale appunto perché uno è ricco è più controllato e quindi una volta al Governo fa il bravo. Non è così. Semmai, più uno è ricco e più influenza. E Tettamanti dovrebbe saperne qualcosa.

Se uno è ricco e scrive commenti con la qualifica di “finanziere” può bombardare in allegria il servizio pubblico. Se uno è ricco e frequenta certi ambienti, prova a convincerti che la Riforma III sia buona e giusta. Se uno è ricco e influente dice a te disoccupato di Detroit che troverai lavoro – nel 2017! – grazie all’industria pesante. Se uno ha milioni e milioni può far campagne pubblicitarie ed elettorali che minano alle fondamenta la par condicio e la democrazia. Se uno è ricco non viene votato solo dai ricchi, ma anche da chi sogna di diventare come lui: Berlusconi, Bloomberg e Trump non hanno insegnato proprio niente?

Va bene che di creduloni è pieno il mondo, ma vedere certa gente cianciare di élites e di potere al popolo fa, anche se amaramente, molto ridere.

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