Mattinonline, bugie smascherate

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Che il Mattinonline racconti un fracco di balle è risaputo. Non a caso è nella lista nera dei siti italiani creatori e propagatori di bufale. Mattia Sacchi, suo caporedattore, però Oggi ha esagerato attribuendo ad Amnesty international delle frasi che l’organizzazione non ha mai espresso. Amnesty che, ricordiamolo, è un’organizzazione internazionale multikulti e buoni$ta, bacchetta la Svizzera in merito a dei fatti decisamente documentati. La Svizzera avrebbe rispedito (come diceva Lisa Bosia Mirra, ma tant’è): “migliaia di richiedenti asilo, tra i quali diverse centinaia di minori non accompagnati, verso l’Italia. Diverse di queste persone avevano dei parenti che vivono in Svizzera” e ancora “qualsiasi persona di colore o con una fisionomia maghrebina è stata sistematicamente sottoposta a controllo di identità alla frontiera, nel momento del suo passaggio a piedi o in treno alla stazione di Chiasso”. Tra questi anche degli allievi delle medie di colore.

La sgridata di Amnesty fa inviperire i mattinieri nostrani, che delegano alla penna del Sacchi il loro odio. Ma perché riportare la verità quando si può raccontare una balla ed eccitare così ancor di più gli animi di poveri ignari leghisti che si fidano del loro giornale? D’altronde, Sacchi non è nuovo a dubbie boutades e giornalismo al limite del calunnioso.

Ecco allora il titolo: “Amnesty international attacca il Ticino: “vietare il burqua è discriminazione. E fate entrare tutti i clandestini.” Però, Amnesty International non ha mai detto che dobbiamo far entrare tutti i clandestini. Questa non è neanche una fantasiosa interpretazione, ma proprio una balla. Perché mettere in bocca a qualcuno parole che non ha detto è una balla. Punto, da qui non si scappa.

Sacchi, inoltre, viene massacrato sui social, perché in realtà non è in grado di dare una risposta decente a chi gli chiede perché abbia titolato un articolo con una frase inventata. La risposta comunque è una pura questione formale. Sapete tutti perché in Via Monte Boglia usano questi metodi da TG4 di Emilio Fede. L’importante non è la verità, ma truffare gli elettori. E la fabbrica di odio procede a pieno regime. Infatti, Sacchi omette di dire ciò che Amnesty mette in primo piano:

“La retorica “pericolosa e demonizzante” basata sul rifiuto degli altri, che stanno portando avanti certi politici, crea un mondo più diviso e pericoloso.”

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