Ops, segnalare i radar mobili non serve a nulla

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Il Consiglio di Stato è tornato sul tema della segnalazione dei radar mobili, e l’ha fatto in modo dirompente. Il Governo infatti non solo ha deciso, dietro caldo consiglio dell’USTRA e seguendo il precedente di Basilea Campagna in una situazione analoga, di non segnalare i radar nei tratti autostradali, ma ha allegato i risultati di uno studio che aveva commissionato al Dipartimento istituzioni in merito all’efficacia della segnalazione dei radar mobili. E sono risultati inequivocabili.

Dai dati emerge che, quantomeno fra il cartello segnalatore e l’apparecchio di rilevamento, gli automobilisti abbiano viaggiato commettendo al massimo delle infrazioni lievi, mentre al di fuori dei 200 m di distanza che separano la segnalazione e l’apparecchio, il sorpasso dei limiti di velocità avviene in maniera pressoché sistematica”, scrive infatti il Consiglio di Stato in merito ai test effettuati coi radar segnalati a Osogna, Gandria, Viganello, Pollegio e Castione rapportati alle velocità rilevate pochi metri più avanti. “La segnalazione della rilevazione della velocità, così come chiesta dal Legislativo, sembra infondere una sensazione di falsa protezione nei conducenti che, vista la gravità delle infrazioni riscontrate, coscientemente e intenzionalmente superano così i limiti di velocità prescritti” insiste il Governo. “Si può ragionevolmente concludere che la segnalazione non contribuisce né alla prevenzione né ad accrescere la sicurezza sulle strade. Ciò emerge non solo dall’importante numero di infrazioni constatate già solo a poche centinaia di metri dalla “zona sicura”, ma pure dalla gravità delle stesse. In particolare spiccano i 138 km/h rilevati a Castione, in una zona per cui il limite di velocità è fissato a 80 km/h, o la percentuale di infrazioni, oltre l’80% (!), constate a Osogna.”

 Volendo comunque dar seguito all’obiettivo prefissato dal Gran Consiglio, cioè la segnalazione dei controlli, il Governo ha optato per un metodo già in uso in altri cantoni: settimanalmente, i mezzi d’informazione annunciano la regione nella quale saranno posizionati i radar mobili. In questo modo gli automobilisti saranno informati del controllo ma senza conoscerne la posizione precisa. L’effetto deterrente c’è.

Non sarà il massimo, certo, ma è sicuramente meglio della scellerata proposta approvata dal Gran Consiglio nell’aprile scorso di cui ci eravamo lungamente occupati, raccontando il dramma che ha colpito una mamma che ha perso il figlio e l’esperienza di una persona colpita da un gravissimo incidente.

Meno male.

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