“Speriamo piova!”

Di Antonia Boschetti

Ma perché? Le polveri fini non svaniscono magicamente con l’arrivo della pioggia; vengono assorbite dal suolo e dalle acque.

Il pacchetto di misure anti-smog proposto da Zali ha visto le sue prime attuazioni. È in questi giorni infatti che in talune zone critiche del Ticino i valori delle microscopiche e micidiali polveri fini hanno di gran lunga superato l’inquinamento detto “acuto”. L’inquinamento acuto di polveri fini si raggiunge quando la concentrazione di PM10 nell’aria tocca i 70 microgrammi/m3. Martedì 30 gennaio, a Chiasso, la concentrazione di tali polveri ha superato i 175 microgrammi/m3. Le misure anti-smog di Zali arrivano dunque, con grande e pericoloso ritardo.

L’importante però, è che arrivino.

Eppure, invece di salutarle con sollievo, le misure sono state criticate con atteggiamento fatalista da diverse voci. Da più fronti si è invocata la pioggia credendo di trovare nella sua prossima venuta, un’argomentazione convincente per attaccare il pacchetto anti-smog.

Speriamo piova!” è stata, per esempio, l’esclamazione del sindaco di Chiasso a seguito dell’intervento di Jessica Bottinelli (US-I Verdi, Chiasso) la quale, indossando una mascherina anti-smog, ha chiesto al Municipio di adottare misure coraggiose e incisive per contrastare i picchi velenosi di polveri fini nell’aria. Ma per quale motivo la pioggia dovrebbe essere la soluzione all’inquinamento dell’aria? Le polveri fini, grazie alle precipitazioni, smettono di essere nocive per i polmoni degli esseri umani e degli animali, ma non per l’ecosistema in generale; esse vengono assorbite dal terreno e dalle acque causando danni cronici o permanenti all’ambiente.

Altre critiche mosse contro la gratuità dei mezzi pubblici hanno riguardato il suo costo. Garantire la gratuità dei mezzi pubblici ci costa 60’000.- al giorno. È troppo caro? Non è detto dal momento che, come si desume dal sito della Confederazione, “ in Svizzera i costi generati dall’inquinamento atmosferico ammontano annualmente a diversi miliardi di franchi(www.bafu.admin.ch).

Numerose sono state le perplessità rispetto al fatto che i cittadini pagano questa somma. Ma chi altro dovrebbe pagare per rimediare ad una situazione ambientale resa disastrosa dall’insieme delle attività umane? I tubi di scappamento delle automobili non sono il maggiore responsabile della pessima condizione dell’aria, eppure giocano un ruolo rilevante: agire sulle condizioni di circolazione dei mezzi privati non rappresenta la proverbiale “goccia nell’oceano”.

Al posto di reagire dove le misure di Zali vedono giusto – limitazione della velocità di circolazione a 80 km/h e gratuità dei mezzi pubblici – sarebbe più utile intervenire con delle proposte per annullare le falle del pacchetto; dato che esso entra in azione solo quando lo smog invernale ha largamente superato i limiti consentiti, perché non attuarlo preventivamente? Se durante la stagione invernale dovessero susseguirsi due settimane senza pioggia, non potrebbero scattare automaticamente la limitazione di circolazione a 80 km/h e la gratuità dei mezzi pubblici?

Fino al 2015, per contrastare l’inquinamento estivo (ozono a basse quote), grazie alla campagna “Cambia l’aria!”, sono stati offerti abbonamenti Arcobaleno a prezzi convenienti. Perché non proporre lo stesso tipo di abbonamento anche nei mesi invernali?

Vista la difficoltà del nostro Cantone ad adottare misure coraggiose, ingenti e sensate nei confronti dell’ambiente, forse queste sono solo proposte utopiche. A mio modo di intenderle, le utopie nascono in un luogo ben preciso: laddove piantiamo i paletti per raccorciare le nostre vedute mentali. Spostiamo i paletti!

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