Viva la libertà del web, ma non se è contro di me

Di Marco Cattaneo

Facile, come fa Marcello Foa, incensare il web e criticare la stampa difendendo le libere voci della libera gente quando poi t’offendi e minacci denunce se quelle libere voci criticano te.

La storia di per sé non meriterebbe considerazione alcuna. Ma visto il personaggio, due righe le spendiamo. Il riassunto è questo. Marcello Foa ha avuto a che fare con un profilo fake su Facebook. Un profilo fake come ce n’è a tonnellate, e che se volessimo fare ironia, diremmo che sono serviti non poco a Donald Trump per usare Twitter e Facebook come delle clave. Il fatto però è che per Foa il problema non sono i siti di fake news come Breitbart, o che Trump si inventi un attentato in Svezia. No, il problema è che uno su Facebook lo abbia criticato dicendo che legge il Corriere solo mentre aspetta il suo turno dal dentista, che tanto, sofferenza più sofferenza meno, cambia nulla.

Foa, che si definisce montanelliano e solo per questo da tutta Italia dovrebbero sollevarsi risate e pernacchie, mostra tutta la sua caratura scrivendo un post su Facebook dove tutto indignato e tronfio comunica di aver “smascherato il troll” reo di avergli detto la grande calunnia di cui sopra: che legge il Corriere dal dentista.

Caro Foa, il web è questo. O lo accetti tutto, o non lo accetti. Non puoi incensare la libertà e inneggiare al combattimento contro i media tradizionali (che in teoria chi più di te rappresenta, visto il tuo ruolo) per poi accanirti contro un profilo fake.

Appunto perché ti piace tanto questo nuovo mondo, impara anche a gestire i troll che non ti piacciono. Come fa Enrico Mentana, un giornalista serio.

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