Dilettanti allo sbaraglio

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Della confusionaria proposta di legge per l’applicazione di “Prima i nostri” colpiscono due cose in particolare.

La prima è il lessico, con il suo sottinteso. “L’applicazione del 9 febbraio passa dai cantoni che hanno margine di manovra”, ha detto il presidente dell’UDC Marchesi. Sarebbe lunga spiegare quanto questa affermazione sia sbagliata, fuorviante e, ancora una volta, quanto getti fumo negli occhi degli elettori che, magari in buona fede, hanno votato le due iniziative democentriste. Ci accontentiamo di renderci conto di come il sindaco di Monteggio la pensi diametralmente all’opposto dell’ex Consigliere nazionale Pierre Rusconi, il quale non molto tempo fa affermò di come l’UDC abbia sempre saputo che quella del 9 febbraio fosse un’iniziativa inapplicabile, e che mirasse a “perdere bene” per lanciare un segnale. Ci accontentiamo anche di ribadire a Marchesi che lui forse no, ma ampi pezzi di UDC nazionale hanno già affermato che si dovrà rivotare perché, toh guarda, si sono resi conto che esiste quella cosetta chiamata “diritto superiore”. Quel diritto superiore che Tuto Rossi, il signore che deve valanghe di milioni a tutti noi ticinesi ma che pontifica dall’alto di non si sa cosa, afferma che si potrà aggirare, e che se verrà ribadito da Berna si tratterà di “una scelta politica”. Il lessico, dicevamo. Il rispetto delle leggi e degli ordinamenti costituzionali non esiste, esiste la “scelta politica” (di sette “bambela”?) che nella neolingua democentrista starebbe a dire “ce l’hanno tutti con noi”. Meno slogan, più ripassi di civica.

La seconda, strettamente collegata alla prima perché mascherata appunto dal lessico, è l’incompetenza. Totale e drammatica. Talmente conclamata da far dimenticare all’UDC nostrana una cosa non proprio da niente. La Legge federale sugli stranieri del 2005, ovvero quando in Consiglio federale e nel Dipartimento competente c’era Christoph Blocher, fondandosi sull’articolo 121 cpv. 1 della Costituzione svizzera che afferma “La legislazione sull’entrata, l’uscita, la dimora e il domicilio degli stranieri nonché sulla concessione dell’asilo compete alla Confederazione”, reca scritto: “La presente legge disciplina l’entrata, la partenza, il soggiorno e il ricongiungimento familiare degli stranieri in Svizzera. Essa disciplina inoltre la promozione della loro integrazione”. Come si evince, la competenza su questa materia è prettamente ed esclusivamente federale. E perché? Perché così prevede la Costituzione votata da popolo e cantoni. Quindi, tornando all’inizio, di che “margine di manovra” parla Marchesi?

Per l’ennesima volta la Destra ticinese ha mostrato di non avere in sé alcun elemento per poter bacchettare chicchessia e nessuna competenza per dirimere una questione grave come quella del nostro mercato del lavoro. Assumere frontalieri, creare buchi milionari in BancaStato, far votare il popolo su iniziative inapplicabili, accusare tutti quando autentici imperi finanziari e mediatici sono al loro servizio: questo sa fare la Destra.

Con le leggi no, finora spiace non ci siamo.

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