In piazza contro Zali

Gli artigiani ticinesi si sono stufati, e domani, sabato 25 marzo, alle 11.15 manifesteranno in piazza Dante a Lugano contro la LIA di Claudio Zali, giudicata “un pizzo per poter lavorare in Svizzera”. E non stiamo parlando degli artigiani italiani di cui ha raccontato laRegione di oggi, ma dei lavoratori ticinesi che in teoria questo Albo avrebbe dovuto tutelare. Un’idea di per sé buona, che nella pratica si è rivelata disastrosa.

L’iscrizione, come abbiamo ricordato a più riprese, comporta una tassa e un pagamento di una quota per ogni tipologia di professione svolta. Deve essere fatta online ma gli artigiani denunciano poca chiarezza e, soprattutto, non hanno mai avuto precise spiegazioni sulla documentazione che avrebbero dovuto portare per… lavorare a casa loro. E, una volta riusciti a raccogliere tutta la famosa documentazione, si è scoperto, ad esempio, che avrebbero potuto pagare solo online l’iscrizione (600 fr.) e la quota annuale (400 fr., al minimo).

Un mostro burocratico, questo ha partorito il ministro Zali, esponente di un movimento che a parole si dice sempre vicino ai noss gente ma che nei fatti ha mostrato ancora una volta la sua tragica incompetenza: per evitare l’afflusso dei padroncini (che comunque non si fermerà di certo in questo modo), Zali ha prima aperto una crisi diplomatica con l’Italia, poi coi cantoni di oltre Gottardo per poi concludere il tutto in gloria coi rimbrotti a cadenza ormai mensile della Commissione della Concorrenza. Siamo in queste mani.

Domani, chi con la propria presenza, chi con il pensiero, saremo vicini agli artigiani in piazza. Pagare per poter lavorare in casa propria è ridicolo, oltre che vergognoso.

Ti potrebbe interessare anche:

Commenti da Facebook

  • Direi piuttosto in piazza contro la LIA. Un vero pasticcio: il committente (o la direzione lavori per lui) è tenuto a verificare l’iscrizione all’albo da parte delle imprese notificandolo alla Commissione di Vigilanza. La stessa legge dice poi però che è il Municipio a dover verificare l’iscrizione, pena delle sanzioni. Quindi chi verifica? La Commissione? Il Municipio? E i lavori non soggetti a licenza? Come può un Municipio sapere che presso l’abitazione di un privato vengono eseguiti tali lavori?

  • Un disastro.. sarà anche stata buona l’idea.. ma nella pratica non è risultato così.. E’ stato super complicato iscriversi, oltre che caro!! E oltretutto non protegge gli artigiani locali.. Non era stata pensata x questo???

  • LIA, Tassa di collegamento, Tassa sui rifiuti… 3×3? No. 3×2? No. 3×1? Chi lo sa?
    Ma almeno una, passa?

  • Basta spalare merda su Zali. Ha cercato di fare quello che poteva con le leggi vigenti. Se era supportato invece di dargli sempre contro forse ne sarebbe uscito qualcosa di buono.
    Ma è chiaro come il sole, gli imprenditori vogliono fare esclusivamente i loro interessi e la sinistra difende solo gli stranieri e fa il gioco degli imprenditori. Stanno mandando tutto a puttane e ne sono orgogliosi. Complimenti a tutti questi scienziati. Aspetto con ansia un referendum contro i bilaterali……

  • Bhè la LIA si è dimostrata un boomerang costoso e per nulla incisivo per gli obiettivi prefissati.
    La tassa di collegamento, come da sua domenicalità, doveva soprattutto colpire i frontalieri. Poi si e capito, l’avrò detto decine e decine di volte, che infieriva soprattutto sui residenti.
    La tassa sui rifiuti a Lugano (tutto il Cantone e loro no?) è stata referendata dallo stesso gruppo leghista in GC.
    Giorgio, il mio non è un infierire, è un riportare i fatti senza alcun pregiudizio.

Leave a Comment

Sei umano? *

Protected with IP Blacklist CloudIP Blacklist Cloud