Perché chiedere le dimissioni è un diritto

Con un comunicato stampa l’MpS, per voce del suo gran consigliere Matteo Pronzini, invita senza troppi giochi di parole i due Consiglieri di Stato Gobbi e Beltraminelli a dimettersi. Sembrano lontani ormai anni luce le dichiarazioni pipidine in cui si invitava il solo ministro Gobbi alle dimissioni. Poi, quando la faccenda Argo1 è venuta a galla pochi giorni dopo, nessuno, tra le cariche istituzionali, ha più osato tanto. Certo, i mormorii, soprattutto tra i social network, si spendono giornalmente e anche noi da queste colonne abbiamo sostenuto che una buona soluzione per i 2 ministri sarebbe stata quella di mettere fine al loro mandato.

Ma sia Gobbi che Beltraminelli rimangono al loro posto, inanellando giorno per giorno incommensurabili figure da cioccolataio, che spingono a volte anche il cittadino più fido alle istituzioni ad avere qualche incertezza. I vari so, non so, so ma non tutto. Le spanciate riguardo la nazionalità dei dipendenti indagati. La mancanza totale di presa di responsabilità. Una cosa forse mai vista alle nostre latitudini.

Pronzini torna quindi alla carica, tentando probabilmente di non far freddare un ferro che va mantenuto caldo anche a livello di istituzioni e lo fa anche inoltrando un atto formale (l’ennesimo, la quantità di atti parlamentari che inoltra Pronzini sfiorano i record del Quadri ai tempi d’oro). In un’interrogazione chiede a Norman Gobbi di riferire come e quanto sapeva della vicenda Argo 1.
Ma torniamo alle dimissioni: “Sarebbe da parte loro un atto di grande dignità” si dice testualmente nel comunicato stampa. Quella dignità e quel rispetto che più volte in questi mesi i due ministri non hanno dimostrato: perché quando un ministro della sanità risponde al problema dello smog nel Mendrisiotto con un impronunciabile “Speriamo che piovi” non dimostra rispetto per chi quello smog lo mastica quotidianamente. E il “sapevo a metà” di Gobbi sul caso Argo1 è fango sulla carica istituzionale che ricopre.

Ma il caso dei permessi facili e il caso Argo1 son solo la punta di un iceberg di una conduzione dipartimentale al quanto fallimentare. Ricordiamo i casi di Arlind, dei bambini ecuadoregni, delle interpretazioni a dir poco restrittive sui migranti che portano poi gente a cercare rifugio sui (inteso come sopra, sul tetto) treni regionali Tilo. E questo solo per Gobbi. Per Beltraminelli possiamo ricordare un’altra perla sulle polveri fini che si combattono non fumando in auto per sostenere a tutti i costi il raddoppio del Gottardo, il non intervento sui casi di maltrattamento alla Casa Anziani di Balerna e dulcis in fundo la trombata sulla nuova legge dell’EOC.

“La misura ci sembra esser colma” conclude il comunicato stampa del MpS. Più che altro ci sembra che qualcuno abbia raschiato il fondo del barile e stia scavando già da un po’. Si stanno affossando da soli, si deve solo avere il coraggio di riempire la buca.

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