Un problema sempre più sfrontato e strisciante

Di Virgilio Pellandini

(Nota della Redazione: Virgilio Pellandini scrive a dei politici una missiva lucida e precisa. D’accordo, è un po’ lunghetta, ma vi garantiamo che vale, perché coglie appieno il problema che da 25 anni cancerizza il Ticino.)

Siete i destinatari di questa lettera perché siete politici attivi in Ticino, perché siete miei amici su facebook e perché avete pubblicamente indicato, sullo stesso mezzo, che a voi Lorenzo Quadri “piace” (questo è, indiscutibilmente, il significato di cliccare “mi piace” ad una persona su facebook: non significa “seguo quello che dice per informarmi” o “collaboro con lui per il bene pubblico”: significa “mi piace” e nient’altro).

Questa lettera non è polemica, non vuole chiedere perché vi piace quadri né criticarvi per questa scelta. Nessuno vuole accusare nessuno: questa lettera è solo una preghiera – vi voglio solo implorare di dare un segnale chiaro contro una deriva che sta diventando spaventosa.

Qual è il problema? Il problema non è la recente pubblicazione di una bufala razzista. Il problema è che da vent’anni a questa parte, Quadri ed i suoi seguaci pubblicano notizie (talvolta vere, spesso false, quasi sempre fuori contesto) con il solo scopo di aizzare odio contro la parte più debole della nostra società. Sistematicamente, costantemente, ininterrottamente. Questo comportamento non è solo immorale ed inaccettabile. Se così fosse questa preghiera non avrebbe senso: in fondo non tocca a voi politici censurare comportamenti privati, per quanto osceni. Il problema è che questo comportamento è anche e soprattutto deleterio per la società. La crudeltà di Quadri, infatti, libera e legittima persone e pensieri che fanno accapponare la pelle: chi invoca i campi di sterminio, chi ride delle tragedie sui Tilo, chi schifa il pesce del mediterraneo perché mangia troppi cadaveri di migranti. Non solo questa volta, bensì sempre, sistematicamente, ed in modo sempre più sfrontato e raccapricciante.

Direte voi che gli stolti ed i crudeli sono sempre esistiti, ed avete ragione. Ora si sta però raggiungendo una dimensione diversa: gli autori di queste efferatezze non sono più dimenticabili macchiette di paese che, prese per le orecchie una volta, spariscono, ma politici attivi, membri di partito, impiegati statali, rappresentanti della società civile che, dopo aver vomitato crudeltà indicibili, rimangono in carica e rincarano la dose, anziché essere banditi dalla società sommersi di vergogna. Vi rendete conto che abbiamo una parte significativa della società che non si vergogna di parlare pubblicamente di genocidio? Vi rendete conto che impiegati statali rei di pubblicazioni oscene, anziché dimettersi ridono pubblicamente della loro crudeltà? Vi rendete conto che se questa deriva non viene fermata non saranno solo anonimi e miserrimi stranieri ad esserne vittime, ma tutti noi, tutti voi, ed i nostri ed i vostri figli? E non saremo più vittime di qualche caricatura oscena come quelle contro le quali spesso vi inalberate: saremo vittime di odio violento, incontrollato.

Perché imploro voi di fare qualcosa, di reagire contro queste oscenità? Perché voi potete fare qualcosa, voi potete lanciare un segnale. Perché l’immoralità cresce in quanto questi comportamenti sono diventati legittimi, accettabili, anche perché voi, persone per bene, persone che occupano le cariche più importanti nella nostra società, avete accettato questi comportamenti come legittimi, dicendo pubblicamente, con parole, opere ed omissioni, che “vi piace” chi questi comportamenti li origina. Un municipale che schifa il pesce nutrito di profughi (sic!) può esistere solo se chi lo dovrebbe censurare non solo non lo fa, ma lo legittima, esprimendo pubblicamente ammirazione per chi questi comportamenti li causa. Potete esprimere tutto lo scandalo che volete di fronte a certe frasi (e molti di voi lo hanno fatto), ma fin quando, da politici, da onorevoli, continuerete a lasciare il vostro “mi piace” a gente come Quadri, il vostro scandalo sarà incoerente e l’unico messaggio che continuerete a dare è che questi comportamenti e questi pensieri sono legittimi, accettabili. Fin quando non toglierete quel “mi piace” (su facebook e nei vostri comportamenti sociali), continuerete a dimostrare che certe idee (dai forni crematori ai profughi bruciati sui Tilo) rimangono idee politiche e sociali legittime, forse diverse dalle vostre, ma legittime. E la colpa del degrado rimarrà vostra.

Per questo, vi prego, reagite. Esprimete pubblicamente e chiaramente il vostro dissenso. Togliete, virtualmente e realmente, quei “mi piace” che sono bestemmie alla tradizione politica elvetica. Salvate la politica e la società ticinesi prima che l’odio nutrito dalla vostra apatia spazzi via definitivamente voi, i vostri partiti e la nostra società civile.

Vi prego.

Con stima, sincera,

Virgilio

PS: Due precisazioni fondamentali:

1) Non vi sto assolutamente chiedendo di non collaborare con Quadri e lega a livello politico. Le nostre istituzioni impongono una politica di coalizione, che necessita cooperazione anche con le forze più inappetibili. Però non confondete, mai, collaborazione con complicità: sostenere (in governo come nell’ultimo consiglio comunale) una proposta leghista perché è la soluzione migliore, lavorare insieme a Quadri o chicchessia su progetti o idee è collaborazione, buona e necessaria; abbracciarli pubblicamente, farci costinate d’amore e coprirli di “mi piace” è complicità. Ed è la causa prima della tragedia che stiamo vivendo.

2) Il “mi piace” non è una questione di tolleranze, di rispetto delle idee altrui: non dite “posso essere amico di una persona anche se ha idee diverse dalle mie”. Ci sono idee che vanno al di là della discussione politica, ci sono idee che non sono semplicemente diverse dalle nostre, ma che sono intollerabili e immorali. Una persona morale non può essere amica di chi diffonde odio e degrado sociale. Una persona morale non può essere amica di chi fa deliberatamente del male: essere amico di chi fa il male significa legittimare quel male. Per questo il vostro “mi piace” legittima certe mostruosità: essere amici di chi fa certe cose significa che, nel complesso, queste “certe cose” sono tollerabili, legittime. Nessuno vi chiede di non essere amici di un conservatore perché siete liberali, ma chi non vede la differenza tra un’idea diversa ed un’idea immorale, intollerabile, non ha le qualità etiche per esercitare un’attività politica.

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