Bufale? Ormai non solo sul web

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In questi giorni una notizia che mette al contempo tristezza e angoscia è stata fatta circolare dalla polizia tedesca: la storia riportata dalla Bild, riguardo una ondata di stupri commessa da arabi, è falsa.

Il 6 febbraio, il giornale tedesco più letto, il Bild, ha infatti riportato la notizia che dozzine di arabi, presunti rifugiati, avrebbero imperversato a Francoforte durante la notte dell’ultimo dell’anno. Il giornale riferisce di molestie sessuali a una moltitudine di donne nelle strade della città, titolando grossomodo: “L’orda sessuale di Fressgasse”, (una via commerciale molto frequentata e secondo il Bild teatro dell’azione). Il reportage di Bild ha provocato una vasta ondata di preoccupazione e odio in Germania, che ha accolto milioni di rifugiati nell’ultimo periodo. La polizia, intenta a investigare sul caso, adesso riferisce che i fatti riportati dall’articolo sono “privi di fondamento”. Com’è possibile?

Secondo il Frankfurter Rundschau, i testimoni che rilasciarono la dichiarazione ai giornalisti sarebbero a loro volta sotto inchiesta. Tra loro il gestore di un locale che si sarebbe inventato la storia di sana pianta. In seguito, il Bild ha cancellato la storia dal suo sito e il redattore capo del giornale si è scusato, chiedendo perdono per l’operato del suo giornale.

Ci sono state molte false storie riguardo a rifugiati e immigrati in Germania in anni recenti; in parte riflesso di una visione profondamente divisa all’interno della nazione, in parte a causa del sempre più frammentario mondo del web. Sono incluse le storielle della folla che avrebbe bruciato la più antica chiesa tedesca al grido di “Allah u akbar” (velocemente smascherata in quanto falsa), oppure quella riguardante il rifugiato che si fece un selfie con Angela Merkel, accusato in un secondo tempo di collegamenti con l’ISIS.

Purtroppo, gran parte di queste storie hanno ricevuto ampia copertura sui social media o su siti politicamente schierati a destra come l’americano Breitbart, fondato da Steve Bannon, uno dei principali consiglieri di Donald Trump. Insomma, un’ondata di fake news che contribuiscono non poco alla scalata al potere di personaggi come Salvini e Le Pen, per non parlare della destra nostrana. Bild risulta oltretutto, e purtroppo, la maggiore testata in Europa con milioni di copie di tiratura e, nonostante un orientamento a destra, non aveva mai espresso pareri definitivi sull’immigrazione.

Il Bild, avrebbe comunque basato largamente la sua storia sulle accuse di Jan Mai, un ristoratore di Francoforte che secondo la Frankfurter Allgemeine Zeitung sarebbe un noto estremista di destra, e su una ventisettenne di nome Irina. Mai, avrebbe riferito al giornale dell’arrivo di 50 arabi nel suo ristorante, dove avrebbero causato caos, rubato abiti e molestato la clientela femminile. Irina testimoniò invece di come gli uomini l’avrebbero palpata tra le gambe e sul seno. “Le loro mani erano ovunque” avrebbe mentito al Bild. La polizia di Francoforte fu presa in contropiede dall’articolo, non era infatti giunta nessuna segnalazione quella notte, ma diversi giornali minori riportarono la storia, contribuendo alla sua diffusione.

Quando i media tentarono di indagare ulteriormente, i ristoratori locali riferirono di non aver notato nulla. “è stata una notte molto pacifica” disse addirittura un impiegato di un bar alla FAZ. Poco dopo, la polizia di Francoforte, fu costretta a redigere un comunicato, dove negava l’accaduto: “L’interrogatorio di molti testimoni, ospiti e gestori hanno creato forti dubbi riguardo la versione degli eventi riportata da Bild” e anche “una persona presunta vittima degli eventi non si trovava nemmeno in città quella notte”.

La fantomatica Irina infatti, in base ai suoi post sui social, risultava essere addirittura all’estero durante i fatti contestati.

Per concludere, riferire di presunti reati a sfondo sessuale commessi da rifugiati in Germania sta diventando quasi uno sport nazionale. Già dopo l’ultima notte del 2014, rumors di assalti sessuali commessi da gruppi di uomini iniziarono a circolare sui social media, ma attrassero poca attenzione. Solo sei mesi dopo la reale estensione della situazione venne resa nota, in base a un rapporto di polizia. Il rapporto ridimensiona il numero di molestie a circa 1200 in tutta la nazione. Un numero alto, ma in linea con una notte di festeggiamenti in un paese come la Germania con 80 milioni di abitanti. In pratica un caso ogni 66’000 persone, un numero di poco inferiore agli abitanti della grande Lugano.

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