Frontier, una serie tv niente male

Di Mad Max

Jason Momoa, e lo dico da uomo, è uno dei più notevoli gnocchi proposti dal cinema e dalla televisione negli ultimi anni. E Momoa conferma l’idea che i melting pot razziali hanno dei notevoli risultati. Padre hawaiano, madre statunitense di origini tedesco/irlandesi/native americane, Jason può ringraziare Gesù per essere quello che è.

Lo abbiamo visto giovane nel Conan del 2011 e più maturo nel Khal Drogo di Trono di Spade. Oggi è lui il muscoloso protagonista di una interessante serie coprodotta da Stati uniti e Canada: Frontier (frontiera)

Jason è Declan Harp, rinnegato mezzo indiano e spina nel fianco della compagnia inglese che ha il monopolio del commercio delle pelli di castoro: l’oro peloso dell’epoca. La serie si ambienta dunque nel periodo pre-rivoluzione americana, tra commercianti di pelli, trapper, ufficiali inglesi stronzi come la morte e irochesi dipinti da fare paura.

Frontier non è proprio all’acqua di rose, almeno se avete problemi a vedere sgozzare la gente a sangue freddo. È comunque una serie godibile, anche se un po’ forse irreale nel gestire la personalità dei nativi, che sembrano a volte un po’ poco probabili: soprattutto la guerriera che accompagna Declan, la graziosa Jessica Matten (Sokanon) che infila a frecciate l’occhio di un salmerino a 300 metri. Il fil rouge, oltre che del macho Declan, si serve anche delle avventure del giovane ladruncolo irlandese Landon Liboiron (Michael Smyth), che si trascina per le lande gelide dell’Ontario con improbabili giacchini di pelle à la Matrix.

Comunque non una serie da gettare, dai, gli diamo 4 stelle e mezzo su 6. Può di certo migliorare.

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