Il muro di Trump lo faranno i riservisti di Foa?

Di Redazione

La comicità involontaria di Trump sta raggiungendo vette sempre più alte. Dopo aver sfidato ancora le leggi degli Stati Uniti d’America – ed essere ancora una volta rimbalzato contro di esse – riguardo al togliere i fondi alle città che accolgono immigrati, si è coperto egli stesso di una buona dose di ridicolo.

Perché chissà come saranno stati felici i famosi disoccupati della Rust Belt e gli antisistema che l’hanno votato contro la donna di Wall Street nel sapere che per le prime 62 miglia di muro da costruire al confine col Messico il Dipartimento della sicurezza chiederà un miliardo di dollari. Li chiederà perché questa cifra non è entrata nel budget: insomma, non ci sono i soldi.

Però non tutto è perduto. Non è che forse i famosi 150 mila riservisti di Marcello Foa servono per costruire a costo zero il muro? Non è che forse ci siamo tutti sbagliati nel chiamare bufala qualcosa di vero? Effettivamente la tanto attesa dichiarazione che il ministro della difesa americano avrebbe dovuto fare per appoggiare lo scoop di Foa (!!!) non è fondamentale se non riguarda una guerra interplanetaria ma la costruzione di un muro.

Ma attenzione. Visto i precedenti mirabolanti, occhio che i 150 mila riservisti non sbaglino direzione e finiscano al confine col Canada. Insomma, la materia va coordinata bene. Ma siamo sicuri che quei rinomati analisti geopolitici finiti alla Casa Bianca per strane coincidenze astrali si riveleranno anche abili progettisti.

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