Il ritorno degli Ajacidi

Questo è un articolo sul calcio ma, citando José Mourinho, “chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio”. Quindi se ritenete il calcio una roba da plebe, inutile, business rimanete qui a leggere questa storia, perché è la storia di una banda di ragazzini che sta facendo tornar grande un simbolo, un totem di cultura e tradizione come l’Ajax di Amsterdam.

L’Ajax è quella squadra che, se ami il calcio e non abiti a Rotterdam o Eindhoven, tifi di default. Ti piace il calcio, lo segui? Il tifo per l’Ajax è una diretta conseguenza. Perché la sua curva libertaria e pacifista anticipò il ’68 e il Maggio francese, perché Cruijff lo fece grande, perché Blind, i fratelli De Boer, Davids, Winter, Kluivert (padre) lo rifecero grande. Ma soprattutto perché l’Ajax è uno stile di vita. I ragazzi delle giovanili vengono spediti a giocare in prima squadra a 16 (De Ligt) o 17 anni (Kluivert figlio), ma solo se vanno bene a scuola. Sì, perché nel centro sportivo dell’Ajax i ragazzi vanno a scuola. E se non ottengono voti sufficientemente buoni, non giocano. L’istruzione prima di tutto, il calcio è una conseguenza. Ed è per questo che per loro il calcio è gioia.

L’Ajax è uno stile di vita, dicevamo, che negli ultimi anni ha vissuto fasi calanti. L’ascesa del Feyenoord, lo psicodramma di un campionato già vinto – era l’anno scorso – e perso all’ultima giornata dopo una partitaccia contro gli sbandati del De Graafschap, i ricchi contratti milionari e sessioni di calciomercato pari al debito pubblico di alcuni Stati africani hanno minato alla base la filosofia dell’Ajax. Che però sta tornando. Eliminando lo Schalke 04 ieri sera, infatti, gli adolescenti di Amsterdam sono tornati dopo vent’anni a una semifinale di Coppa Uefa. E l’ha fatto con in campo una squadra giovanissima, fatta da ragazzini cresciuti in casa o comprati giovanissimi e spediti prima a scuola, poi in campo. L’ha fatto con una dirigenza che, anche se colpevole di alcune scelte incomprensibili negli ultimi anni, è composta da ex giocatori ajacidi. Come ex giocatori ajacidi sono i responsabili delle giovanili e i collaboratori tecnici dell’allenatore.

L’Ajax è una famiglia, che spinge i propri figli. Davy Klaassen, il capitano, l’anno scorso era nelle mire del Napoli e di alcune squadre inglesi. Per lui, erano pronti contratti a cifre stellari. Disse che no, preferiva rimanere ad Amsterdam. A casa sua. Ecco cos’è l’Ajax.

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