Io che conosco il tuo cuore

Di

“Papà vorrei sentire il tuo odore. L’odore di quand’eri stanco e sudato. Vorrei sentire la tua mano ruvida che mi accarezza i capelli. Il tuo respiro di quando ti fermavi a pensare. Vorrei sentire la tua voce, le tue parole di cui non restavi mai senza, le parole che usavi per convincere gli altri che un altro mondo era possibile, un mondo di giustizia e di pace. Un mondo di lavoro, certo, ma giustamente retribuito, un mondo senza più sfruttamento, in cui operai e contadini non fossero più trattati come bestie da soma.”

Adelmo Cervi

Il Gruppo Animazione Proletaria propone un incontro con Adelmo Cervi per la presentazione del suo libro, scritto con il giornalista Giovanni Zucca, “Io che conosco il tuo cuore”.

Cervi è figlio di Verina Castagnetti e Aldo, terzogenito dei sette fratelli Cervi fucilati dai fascisti al poligono di tiro di Reggio Emilia il 28 dicembre del 1943. Adelmo aveva appena compiuto quattro mesi. Suo nonno Alcide, la cui figura entusiasmò Italo Calvino («Lotta contro la guerra, patriottismo concreto, nuovo slancio di cultura, fratellanza internazionale, inventiva nell’azione, coraggio, amore della famiglia e della terra, tutto questo fu nei Cervi»), ha pubblicato nel 1955 I miei sette figli, a cura di Renato Nicolai, un classico della Resistenza stampato in centinaia di migliaia di copie e tradotto in moltissime lingue.

IL LIBRO

Un ex-ragazzo di oggi, figlio di un padre strappato alla vita, racconta quel padre, Aldo, partigiano con i suoi sei fratelli nella banda Cervi, per rivendicare la sua storia e, al tempo stesso, per rivendicare di essere figlio di un uomo, non di un mito pietrificato dal tempo e dalle ideologie.

Una vicenda straordinaria racchiusa tra due fotografie. La prima, degli anni Trenta: una grande famiglia riunita, contadini della pianura, sette fratelli, tutti con il vestito buono, insieme alle sorelle e ai genitori. La seconda, due anni dopo la fucilazione dei sette fratelli: solo vedove e bambini, indifesi di fronte alle durezze del periodo, alla miseria, ai debiti, anche alle maldicenze. Adelmo è seduto sulle ginocchia del nonno, in faccia l’espressione di chi è sopravvissuto a una tempesta. O a un naufragio.

C’è tutto un mondo da raccontare in mezzo a quelle due foto, con la voce di un bambino che ha imparato a cullarsi da solo, perché suo padre è morto troppo presto e sua madre ora è china sui campi.

Questa è una storia vera, talmente vera che sembra un romanzo. Il romanzo d’amore di chi sa bene che l’amore si nutre di libertà.

Vi raccomandiamo di cuore queste date:

11 aprile 2017 BALERNA, Bar Mazzola – ore 18.00
Organizza il Partito Operaio e Popolare e Libreria Cooperativa Tempo Libero Lavoratori

12 aprile 2017 BIASCA, Bibliomedia – ore 20.15
Organizza il Gruppo Animazione Proletaria

13 aprile 2017 LUGANO, Canvetto Luganese– ore 20.15
Organizza l’Unione Sindacale Svizzera

14 aprile 2017 ROVEREDO, Bar Sonja – ore 20.15
Organizza Unia Giovani

15 aprile 2017 LOSONE, La Fabbrica – ore 18.00
Organizza il Partito Operaio e Popolare sezione Locarno

16 aprile 2017 BIASCA, PASQUA CON IL GAP
Ristorante Borgovecchio – ore 11.00
Riservazione obbligatoria! Nr. Tel.: 079 324 84 12
Organizza il Gruppo Animazione Proletaria

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