La tassa sul sacco e l’ostinazione suicida della Lega

Di Corrado Mordasini

Già in questi giorni stiamo votando per la benedetta tassa sul sacco. Solo un cantone schizofrenico come il Ticino poteva trascinare per vent’anni un concetto di smaltimento dei rifiuti che è talmente logico da essere comprensibile anche a un bambino delle elementari. Ci rivolgiamo perciò a Ronnie David, Consigliere comunale di Bellinzona e co presidente dei Verdi per farci spiegare perché siamo ancora qui a dover decidere.

Ronnie David, l’ala “barricadera” che di barricadero ha solo il nome sembra in realtà solo l’ala ostinata, che si è fissata nostalgicamente a una battaglia che fu del Nano?

L’ala “barricadera” ha la necessità a fini elettorali di mantenere in vita il Nano. Sanno benissimo che molto del loro successo è legato alle capacità istrioniche del loro defunto leader. Non si sono accorti però che il tempo passa e determinati concetti, come la tassa sul sacco, sono ora vissuti con naturalezza dalla popolazione. E non si sono neppure accorti che la proposta di legge arriva proprio da un ministro leghista. In fondo in questa votazione c’è in gioco anche quale faccia della Lega avrà il sopravvento.

Per l’ennesima volta e in parole semplici, cos’è la tassa sul sacco? E perché dovremmo pagarla?

La tassa sul sacco è un principio secondo cui a dipendenza della mole di rifiuti che produci tu ti assumi le tue responsabilità e contribuisci di conseguenza. Chi ha un attitudine un po’ più virtuosa di altri ne trae un beneficio economico rispetto alla situazione attuale… chi invece se ne frega pagherà dazio. Il perché dobbiamo pagarla è molto semplice. Tu ti sogneresti di spedire alla cancelleria comunale la tua bolletta dell’elettricità affinché la comunità te la paghi? Puoi provare, ma non penso che andrai lontano. Ecco qui si tratta dello stesso principio. In base a quanto pattume produci paghi.

E da ultimo, provocatoriamente, perché dobbiamo pagare per i rifiuti che produciamo?

I comuni che hanno introdotto la tassa sul sacco in Ticino sono la maggioranza. Si è dimostrato che la percentuale di rifiuti diminuisce del 20% almeno, grazie alla maggiore quota di riciclaggio. Ma non è finita. Essendo le persone chiamate in causa direttamente e rendendosi conto di pagare direttamente il conto si riscontrano altri comportamenti interessanti, come ad esempio la pressione sulla grossa distribuzione per diminuire gli imballaggi non riciclabili. Per capire meglio ti basti pensare a che cambiamento vi è stato nei consumatori l’introduzione dei sacchetti  venduti ora a 5 centesimi da Migros e Coop. Una riduzione di ben l’80% di sacchetti in plastica.

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