L’orgoglio di essere “tessinesi”

Di Calvero

Non sono uno particolarmente patriota, trascino le mie stanche ossa tra una palma e un boccalino senza farmi particolari menate. Ai tedeschi piace che suoni il mandolino? Che canti “Bella ciao”? (Sono convinti che sia una canzone nostrana), io lo faccio. Vogliono che giri come un deficiente coi calzini bicolori, e le zoccolette? (che prendi una strambata ogni volta che fai uno scalino) Va bene, no problem.

Poi c’è un momento, capita nella vita di ogni schiavo, quando tra il tintinnare delle catene senti qualcosa di diverso. Quando una parola di troppo, una risata di scherno, un gesto crudele fanno emergere l’uomo che si era nascosto per anni dietro le tristi parvenze dello schiavo pagliaccio.

Cartellone dei gelati fuori dal Federale in piazza Riforma a Lugano. Accanto alle palle glaciali alla fragola e al cacao, sono riportate alcune chicche storiche e dei quizzini (vedi foto in fondo all’articolo). Uno tra tutti, chiede cosa significhi il termine teciatt. Roba per zucchini. La domanda estesa è: “cosa chiamano teciatt i tessinesi?”

Ecco, cosa chiamano teciatt… i TESSINESI!?

Ma cosa stracazzo sono i “tessinesi”? Ma è mai possibile che ogni vago tentativo di essere simpatici va poi a finire in mona? TICINESI! Siamo ticinesi da 200 anni porca paletta, non è possibile che non l’abbiate ancora imparato! Hai voglia che poi diventiamo cattivi! Poi serviamo la gente malamente al grotto, non cantiamo mai, suoniamo la batteria al posto della fisarmonica e mettiamo le flip flap invece delle zoccolette. Così imparate. Che i “tessinesi” c’hanno una loro dignità, per la miseria.

E ve ne dico una brutta adesso: il merlot nessuno sano di mente lo ha mai bevuto in un boccalino, che ti sbrodoli tutto: è una cavolata per turisti, tié! Si beve nel tazzino! O al limite nel bicchiere. E se adesso state piangendo perché siete stati presi per il sedere per decenni affari vostri, ve lo siete meritato.

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