Omertà nella trasparenza

Sono Gaia Ronchetti, studio Scienze dell’educazione e Pedagogia Specializzata all’università di Friborgo e sono coordinatrice dell’iniziativa per la trasparenza nel finanziamento della politica, per il luganese. L’iniziativa per la trasparenza chiede di rendere pubbliche le fonti di finanziamento superiori a una certa somma. Mi si potrebbe obiettare che i miei studi siano estranei a questioni come questa. In effetti è così solo in apparenza: questa iniziativa e molti temi politici riguardano tutti noi in modo trasversale, indipendentemente dalla professione, dall’età e dall’origine. La trasparenza ci riguarda tutti perché è alla base della democrazia.

Purtroppo questo pensiero non è condiviso da tutti. Un’inchiesta della RSI, condotta nel 2015 in collaborazione con SRF, RTS, RTR e Swissinfo, chiedeva, ai partiti di fornire, in nome della trasparenza, il budget per la campagna delle elezioni federali e la provenienza dei fondi. Delle 193 sezioni a cui sono stati richiesti i dati, il 32% non li ha forniti mentre i dati presentati dalle altre sezioni risultavano spesso poco credibili e non accertati, visto che al momento non c’è nessun obbligo a riguardo. Non mi interessa qui ribadire quali siano i partiti “meno trasparenti”, mi preme invece sottolineare che tra le maggiori fonti di finanziamento ci siano le “donazioni private”, le “donazioni di aziende” e delle ambigue “altre fonti”. Non è difficile immaginare quanto un candidato che riceve una generosa somma da un privato, possa sentirsi nell’obbligo morale di compiacerlo in qualche modo. Per l’esposizione completa dei dati, leggere l’articolo della RSI. (http://www.rsi.ch/news/dossier/elezioni-federali-2015/Tutti-quei-soldi-per-un-seggio-6036556.html)

L’articolo, infine, sottolinea che il Ticino è uno dei cantoni in cui i partiti si sono dimostrati più trasparenti. Questo potrebbe essere motivo di grande orgoglio, se non fosse che in Ticino, a differenza del resto della Svizzera, esiste già una legge che prevede la trasparenza dei finanziamenti. Devono infatti essere resi pubblici contributi superiori a 10’000 CHF per i partiti e 5’000 CHF per i candidati e i comitati d’iniziativa o di referendum. Al momento, però, nessuno la rispetta.

Una certa omertà è evidentemente radicata nel nostro cantone e nel nostro paese. La mancanza di trasparenza da parte dei partiti, insieme agli ultimi noti scandali, non fanno altro che aumentare la ormai ampiamente diffusa sfiducia dimostrata dalla popolazione. È dunque compito della politica dare un chiaro segnale di sincerità per riconquistare la stima degli elettori. Soprattutto dal momento che siamo tra gli ultimi paesi d’Europa a non avere alcuna legge a riguardo, nonostante i numerosi richiami dell’OCSE e del GRECO.

Ciò nonostante, è importante sottolineare che coloro che sostengono quest’iniziativa sono tutti favorevoli alle donazioni alla politica, sia che vengano da privati, da aziende o da altre fonti; è anzi un fattore positivo di cui essere orgogliosi.

Scarica cliccando qui il modulo per firmare l’iniziativa.

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