Senza peli sulla lingua (ma moltissimi altrove)

Di Matta Hari

– Sia chiaro, signora mia, io vado dal dentista solo dopo essermi informata che abbia moglie, che non viva nel peccato e che abbia figli di sani principi morali.

– Non lo dica a me, guardi: prima di scegliere il mio macellaio di fiducia ne ho passati tre: uno mi sembrava dell’altra sponda, l’altro aveva più tatuaggi che anima – si figuri, e poi come fa ad essere igienica la carne? – e l’altro CONVIVEVA da dieci anni!!! Senza sposarsi!!! Ma scherziamo?

Chi di noi non si informa della gente con la quale ha a che fare? Saprete bene se la ginecologa che vi ha in cura ama il sesso di gruppo o lo fa alla missionaria, no? Il commercialista: sarete ben sicuri che faccia una vita morigerata con la moglie e non vadano nei locali di scambisti, eh? E se al buralista della posta piace l’anal? Eh? Che si fa? Uno che tocca le vostre buste!

Dovreste sempre ben informarvi, eh. A chi interessa se l’infermiera che vi fa l’iniezione si fa legare al letto e trombare cosparsa di fondue? Chi si chiede se, per caso, il proprio collega ami giochetti come girare nudo per la casa, abbaiando, con un guinzaglio al collo?

Nooo??? Non ve lo siete mai domandato? E avete fatto male. Insomma, ‘sta storia del gay pride è così patetica che l’atto rivoluzionario sembrerebbe proprio non farlo più. Così ‘sti bacchettoni rancidi non avrebbero più nulla da dire. Provincialotti nella terra del Corona, dell’Oceano e dell’Iceberg (volevo scrivere nella terra dei “puttanai” ma mi pareva volgare), finti perbenisti nella terra dei deficit delle casse pubbliche, indoratori di sepolcri e celebratori dei più sordidi delinquenti come modello di “successo nella vita”. E poi due uomini non possono nemmeno amarsi tra di loro. Nemmeno andare in giro in short di vinile rosa e piume di pavone. Falsi. Ipocriti. Gay pure voi, tiè!

Che poi, si sa, l’omosessualità è grave e contagiosa.

– Guarda che non si sa mai, signora mia: e se ti chini ad appoggiare i sacchetti della spesa e uno cerca subito di mettertelo nel sedere? Cioè: essendo gay è più facile che capiti a mio marito… ma sa come sono quelli lì. Viziosi. Non si sa mai! Un buco è un buco!

– “Quelli lì infrangono i nostri valori, la nostra tradizione” disse quello che aveva fatto il Liceo e studiato i filosofi. Lui studiava i filosofi ma non si rendeva conto, e non si rende conto nemmeno oggi da adulto, che i cosiddetti “discepoli” dei grandi pensatori non erano altro che ragazzetti che facevano l’apprendistato ma davano anche il didietro. Che gli piacesse o no, la storia della filosofia non mi pare ce lo dica. Ma di certo c’è che erano asserviti ai loro maestri… anima e corpo, diciamo. Intanto però, e giustamente pure, celebriamo i grandi filosofi, dimentichi della pederastia che spopolava come costume del tutto naturale. E poi dicono “tradizioni e valori”.

Fermi, fermi.

Ho detto pederastia. Non volevo incasinarvi.

Però quelli che No al Gay Pride non mi pare siano scesi in piazza contro i vescovi che si facevano gli allievi del catechismo, ma adesso vogliono dire a degli adulti -come loro- come ci si ama secondo natura, come Dio vuole.

Di questo perbenismo ne ho davvero piene le tasche.

La raccontava, mia nonna, la bella famiglia di una volta: con troppi ragazzini con le pezze al popò e quelle belle serate in famiglia, in cui il papà arrivava a casa sbronzo e magari partiva qualche sberlone in tutte le direzioni, dove capita capita. Ahhhh, la famiglia della tradizione!

E che è? Non vorranno mica, questi contronatura, toglierci il piacere di celebrare la famiglia GIUSTA? Poco importa se a scuola mia figlia ha una compagna con una madre e il padre sparito da cinque anni, una che vive con la zia perché i genitori sono due tossici in riabilitazione, l’altro li ha separati e vive a turno con uno dei due, l’altro ancora vive sotto lo stesso tetto con un uomo e una donna che si odiano e a casa impara solo la violenza verbale e cose bruttissime.

Sì, questi omosessuali non vorranno per caso toglierci il diritto ad una famiglia NORMALE?

Vergogna!

Uno ha paura ad andare in giro: tra il terrore di saponette sul pavimento (e pistolini a tradimento) e l’orrore di vedere due dello stesso sesso che, baciandosi, spalancano un mondo di amore al quale non siamo pronti, violando i nostri bellissimi occhietti, finirà che continueremo ad essere così teste di rapa da non accorgerci che i problemi stanno da un’altra parte.

Mentre i guai lampeggiano dall’altro lato della piazza, la folla guarda solo quell’angoletto in cui – vestiti sì, come dei cretini, MAQUESTOLOPOSSIAMODIRE – alcuni uomini e donne rivendicano allegramente il diritto di volersi bene alla luce del sole.

Che poi, detta così, non fa neanche tanto effetto, neh?

Ti potrebbero interessare: