Tra moglie e marito non mettere…Siccardi

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Diciamo la verità: Siccardi ha rotto le uova nel paniere all’UDC e ai suoi compagni d’avventura primainostristi.

Il patron di Medacta, ricordiamolo, è stato fra i promotori dell’iniziativa “Prima I Nostri”, nonostante nella sua azienda impieghi l’80 % di frontalieri, e aver giustificato tale proporzione accusando i ticinesi, quelli lì, di essere sostanzialmente delle povere capre senza formazione, o peggio, dei fannulloni senza voglia di lavorare, difeso peraltro in questa affermazione anche dal vicepresidente dell’UDC cantonale.

Adesso però lo stesso Siccardi, sgamato il trucco, si comporta come quello che vede la foto di una tipa strafiga su Facebook, le chiede l’amicizia e combina un incontro, salvo poi, una volta incontratala di persona, rendersi conto che l’unica cosa non photoshoppata è il pavimento del bagno e che invece della sosia di Julia Roberts ha rimorchiato la copia della Littizzetto.

Siccardi, per quanto possa essere antipatico a molti, compreso il sottoscritto, nel definire la legge di applicazione dell’iniziativa “demenziale” e potenzialmente foriera di gravi danni economici per le imprese,  parla da imprenditore, e svela quello che l’UDC e compari hanno finora fatto finta di non vedere o di non capire, ovvero che l’imprenditore non è e non sarà mai un patriota, e l’unica Patria che concepisce è quella che gli fa pagare meno tasse e gli dà la libertà di pagare qualsiasi salario, anche da fame: ecco, forse in questo senso mr. Medacta è uno dei più fervidi amanti del nostro Paese, e ho detto Paese, non Nazione. (cit.)

È difficile a questo punto che l’UDC mandi giù le parole di Siccardi, che peraltro riferisce di una conversazione in cui un esponente democentrista sostanzialmente si dimostrebbe incurante del fatto che alcune imprese lascino la Svizzera per il fatto che “tanto non votano UDC”: ma non è forse l’UDC ad agitare continuamente lo spauracchio del trasferimento delle imprese per far passare qualunque tipo di provvedimento liberista e di regalo alle imprese? Misteri della coerenza.

A dar credito ad alcuni rumors,  il matrimonio sotto l’ala del gruppo La Destra fra UDC e Area Liberale, di cui, ricordiamolo,  Siccardi è vicepresidente,  pare ormai ai ferri corti e sembra che i due partiti convivano di fatto da separati in casa. Dopo averci già rimesso un paio di seggi dei loro a vantaggio di Pamini e Morisoli, sembra probabile che i democentristi, di fronte a un palese affronto da parte di un alleato, decidano di far saltare il banco e liberarsi dell’imbarazzante sodale,  evitando di perdere ancora la faccia di fronte ai quei Nostri che loro vorrebbero far passare prima e che sono proprio Quelli Lì che Siccardi considera delle capre ignoranti e scansafatiche. In più, oggi ci si mette anche Marchesi a rinnegare le dichiarazioni di Mr. 80%-di-Frontalieri (di cui però non sono stati altrettanto rinnegati i danè per la campagna) ribadendo come al solito che loro sono i Buoni e gli altri i Cattivi(compreso il PS, che  finisce non si sa come in mezzo al bisticcio fra comari, probabilmente per una qualche ossessione da quelle parti)i.  La sceneggiata napoletana a Destra sembra ormai pronta ad andare in scena, con Siccardi a recitare il ruolo della suocera guastafeste fra UDC e AL?

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