Alain Bühler e le bestie lobbiste

Di Corrado Mordasini

“Le bestie lobbiste non abitano solo a destra” strilla Alain Bühler in un post, snocciolando un tot di nomi di personalità di sinistra che a suo parere brigano a favore della politica energetica 2050 della confederazione.

Il “tafferuglio” nasce dal post di un nostro lettore (che alleghiamo), in cui dubita dell’onestà intellettuale di Albert Rösti, presidente nazionale UDC, capofila dei contrari alla politica energetica della confederazione e al contempo presidente di Swissoil, organizzazione cappello dei distributori di petrolio svizzeri.

A nostro parere il lettore ha ragione a mettere in dubbio l’onestà intellettuale di Rösti. Ma Bühler non ci sta, si inalbera e, come fanno di solito UDC e leghisti, tira in ballo gli altri come se due ladri facessero un uomo onesto e scovando, secondo lui, delle bestie lobbiste anche a sinistra. Rispondiamo al piccolo Alain, mettendo qualche puntino sulle “i”. Ci piace tanto mettere i puntini sulle “i”.

  1. Bestie lobbiste non è carino. Soprattutto non è carino metterci dentro anche il tuo presidente;
  2. Bühler accusa Martin Bäumle, presidente di Green Cross Switzerland, Pascale Bruderer, presidente di Cleantech Argovia e Roger Nordmann, presidente di Swissolar, di essere degli equivalenti del Rösti presidente di Swissoil. E in queste due righe avete praticamente capito come si divide il parlamento svizzero e cioè tra Mordor e il reame degli elfi (scherzo, ma neanche tanto).
  3. Bühler mette sullo stesso piano il suo presidente petroliere con personalità di sinistra e dei Verdi che militano in associazioni ecologiste o che promuovono energie pulite. C’è una certa differenza. Green Cross e Cleantech Argau non sono aziende a scopo di lucro.
  4. Petrolio = energia fossile che avvelena l’aria e degrada il cima, su questo è d’accordo un qualsiasi deficiente. Credere che proseguire su questa strada sia il bene degli svizzeri è essere decisamente in malafede.
  5. Il solare ha più che dimezzato i suoi costi oltre che moltiplicato il suo rendimento. In futuro si prevedono ulteriori grandi miglioramenti, questo per un energia pulita e a impatto zero.

Un lobbista diventa un problema quando i suoi interessi cozzano con quelli della popolazione e quando il lobbista cerca di piegare la volontà popolare a vantaggio della sua parte economica per trarne vantaggio. Nel caso di Rösti, la commistione di interessi è talmente plateale da essere insultante affermare il contrario. Fatico a definire lobbista il verde liberale Bäumle, infatti leggiamo un attimo cos’è Green Cross Svizzera: “…si adopera per eliminare i danni derivanti da catastrofi industriali e militari e per risanare i siti contaminati (…) La sua attività è incentrata sul miglioramento della qualità di vita delle persone colpite da inquinamento chimico, radioattivo o di altro tipo e sulla promozione di uno sviluppo sostenibile…”

Che lobbista, roba da far tremare le vene dei polsi. E la bella Pascale Bruderer? Inciuciata in Cleantech Aargau, un’associazione di aziende argoviesi il cui scopo è promuovere l’innovazione, l’efficienza energetica e le energie rinnovabili.

Roger Nordmann alla fine è il vero antagonista di Rösti, presidente di Swissolar, associazione cappello dei produttori di energia solare. Insomma, il cow boy dal cappello bianco.

Se queste sono le bestie lobbiste di sinistra ben vengano. Sono bestie che hanno a cuore il loro paese. Sono bestie che hanno una visione del futuro, un futuro che crea posti di lavoro con le nuove tecnologie, che ci fa respirare aria più pulita e ci rende indipendenti energicamente dall’estero.

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