Campionati già vinti a fine aprile, che noia

Di Hans Lockli

Tra uno sbadiglio e un “Ma va’?” il Basilea ha vinto il suo ottavo campionato di fila. Una vittoria mai in discussione, nonostante i renani abbiano disputato un’annata terribile in campo europeo e dove non hanno mai espresso un gioco degno di questo nome in terra elvetica dove, si è visto, di avversari non ne ha avuti. Molto più appassionante è la corsa per i posti che qualificano alle competizioni europee, con il Lugano protagonista.

In Germania il Bayern ha appena vinto, con quattro giornate di anticipo, il suo quinto campionato in fila. Sì, sembrano finiti i tempi dove i bavaresi già in aprile festeggiavano la vittoria del titolo, ma è un dato di fatto che pure in Germania non abbiano chissà quale competizione. Squadre una volta forti come Schalke 04 e Bayer Leverkusen vivacchiano, il Wolfsburg campione non moltissimi anni fa – era il 2009 – ha avuto un’annata tragicomica, il Borussia Dortmund ha deciso di riempirsi di meravigliosi ragazzini che per quanto fenomenali non hanno maturità e palle per vincere un campionato. Che noia, anche qui.

Per non parlare dell’Italia. La Juventus ha in tasca il sesto campionato in fila, senza che nessuno gliel’abbia mai veramente conteso. E se almeno negli altri paesi citati c’è una lotta serrata per le posizioni di rincalzo, in Italia Milan, Inter e Fiorentina stanno facendo di tutto per non finire al sesto posto. Posizione che sì, ti fa partecipare alle coppe europee l’anno prossimo, ma col primo preliminare a metà luglio: un suicidio avviare la preparazione tre settimane prima degli altri, che pagherebbero per tutta la stagione.

Meno male in Francia – per quanto si possa chiamare “calcio” quello giocato lì –, Inghilterra e Spagna le cose vanno diversamente. Ma se per il campionato francese è stato più il caso che altro, Inghilterra e Spagna hanno dalla loro la potenza economica: non una squadra che domina in lungo e in largo anche sul fatturato, ma diritti televisivi spartiti meglio, stadi di proprietà e investitori esteri che mettono soldi nelle squadre perché hanno un sicuro ritorno economico.

L’ultimo investitore estero che si è visto da noi ha fatto precipitare il Wil verso la scomparsa. Sono anche queste le cose che fanno pensare.

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