Festival della canzone politica ticinese

Si svolge in questi giorni a Lugano il Festival della Canzone Politica Ticinese, un evento che coinvolge i nostri governanti impegnati ad esprimere le loro doti canore sulle note di grandi successi rielaborati sulla base delle ultime notizie.

In grande spolvero il Consigliere di Stato Paolo Beltraminelli, sempre sul pezzo e vicino ai giovani, che, citando Jovanotti, celebra il maltempo che alleva il problema delle polveri fini a tempo di rap: “Piovi, senti come piovi, Madonna come piovi, senti come viene giù”; successivamente, il Beltra si è esibito rivisitando Lucio Battisti per sdrammatizzare sullo scandalo Argo1 in cui è coinvolto, cantando “Il carretto passava e quell’uomo gridava: “Indagati” / Al 31 del mese i 3 milioni eran già intascati”, titolo: I Casini di Marzo.

Gli fa eco il collega Norman Gobbi, che presenta una cover di un noto pezzo di Renato Zero, liberamente ispirata allo scandalo che ha colpito il suo dipartimento riguardo la corruzione sui permessi: “Ti Vendo carta d’identità, tu paga ai miei all’interno, non dirlo a Zali sai”. Gobbi ha poi concluso la sua esibizione in un duetto con Paolo Beltraminelli, spazzando via le polemiche degli scorsi giorni in nome di una rinnovata unità, come due novelli Celentano e Claudia Mori: “Siamo la coppia più Beltra del mondo e ci dispiace per gli altri/quei giornalisti, quei giornalisti, perché non sanno più cos’è l’amore”

Dal canto suo non sta a guardare il PS, che dedica a Gobbi e Beltraminelli una personale versione di un grandissimo successo ancora di Lucio Battisti, con un romantico suggerimento circa le prossime mosse da compiere politicamente: Capire tu non puoi / tu chiamale se vuoi dimissioni, a cui i due Consiglieri di Stato rispondono citando Fausto Leali e Anna Oxa: Non lascerò.

Anche Claudio Zali fa onore alla sua fama di amante della musica, in particolare del rock e metal, vestendo il giubbotto di pelle e invitando il collega del Dipartimento Economia e Finanze a lasciarsi andare e godersi la vita, rielaborando Vasco Rossi: Vogliamo un Vitta spericolato, di quei politici fatti così, Vogliamo un Vitta che se ne frega, ma già se ne frega di tutto si.

Ospite della rassegna anche Lisa Bosia Mirra, che di fronte alle accuse di traffico di essere umani si lancia in una grintosa cover di Loredana Bertè, con qualche licenza poetica: Non sono passatora, una coi clandestini nella Duna.

Grande accoglienza in chiusura anche per Fiorenzo Dadò, nuovo presidente del PPD che viene accolto dal coro di Generazione Giovani che sulle note di Mia Martini celebra il nuovo corso del partito e rende omaggio alle sue origini valmaggesi: Tu, tu che sei di Cevio, almeno tu nell’universo.

 

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