Omar Wicht considera il fascismo una cura per la società?

Di Candido

“Una sana risposta di una sana società”

Così si è espresso il consigliere comunale di Lugano della Lega dei Ticinesi Omar Wicht a proposito dell’annullamento del concerto di Bello Figo a seguito del volantino di minacce a sfondo fascista esposto dalla sedicente “Associazione Nuova Destra”.

Quindi secondo il consigliere Wicht, che probabilmente esprime le sue opinioni fra un coro da stadio e l’altro durante la sua attività di capoultrà per cui è ben noto, impedire con le minacce ad una persona di esprimersi, per quanto infimo possa essere il suo livello artistico, sarebbe del tutto normale.

Dovremmo dunque dedurre che per Omar Wicht la libertà di espressione è una malattia, una piaga, una patologia contro cui è necessario agire con una “cura” a base di minacce e intimidazioni fasciste? Se causare l’annullamento di un evento musicale e soprattutto privato paventando “gravi conseguenze” è una “sana risposta”, dobbiamo pensare che per il consigliere leghista la minaccia di violenza sia il miglior strumento per far valere le proprie posizioni, qualunque esse siano?

Dobbiamo giungere alla conclusione che Omar Wicht approva il volantino con simboli esplicitamente nazisti e razzisti,  e anzi considera che esso sia solo il modo “proprio” in cui la sedicente associazione ha “espresso il proprio pensiero?” Omar Wicht, consigliere comunale di Lugano, ritiene dunque che l’esposizione di simmboli nazisti esprima “sicuramente il pensiero della maggior parte delle persone luganesi e ticinesi civili”?

A voler pensare male (cosa che è peccato ma spesso è azzeccata) potremmo avere una risposta andando a rivedere alcuni simpaticissimi post pubblicati dal nostro idolo della Curva, che avevamo già mostrato in questo articolo che dimostrava come in effetti per Omar Wicht la democrazia in effetti non sia esattamente un valore se non nella misura in cui valgono le sue ragioni.

Evidentemente per il consigliere leghista, il nazismo è davvero una cura per la società, se ne invoca la necessità per contrastare il presunto spaccio di droga sugli autobus:

 

E in fondo la violenza può anche essere un rimedio contro la criminalità straniera:

 

Anche la Polizia finisce sotto le grinfie del Nostro, e ci chiediamo un po’ tutti cosa ne pensi Norman Gobbi di ciò che dice un consigliere comunale del suo partito verso le forze dell’ordine di cui il suo Dipartimento è responsabile.

Ora ci chiediamo: i responsabili della Lega dei Ticinesi erano al corrente di queste opinioni pubblicamente espresse allorchè Wicht fu candidato al Gran Consiglio nel 2011, peraltro dopo esser già stato condannato per violenza e minacce all’autorità, come riportavano all’epoca Ticinonline e Il Caffè? (Quella stessa Lega che però 5 anni dopo tuonava contro il rapper Spasmo, candidato PS a Locarno, messo in croce per una canzone “contro” la polizia scritta a 19 anni, sei anni prima…) E si badi bene: qui non si tratta di post scritti 5 anni prima, in giovanissima età, come nel caso del candidato ritiratosi dalla corsa elettorale a Paradiso quest’anno, ma appena un anno prima. Rapidi ripensamenti? O leghisti “distratti”?  E solo un anno prima delle elezioni comunali che lo videro eletto, Omar Wicht, grande amante del calcio e degli animali, postava questo:

 

Soprattutto ci chiediamo, alla luce di tutto ciò: la Lega dei Ticinesi approva il fatto che un suo esponente eletto ad una carica pubblica consideri “sano” impedire a qualcuno di esprimersi, utilizzando metodi fascisti? Lorenzo Quadri cosa ne dice del suo compagno di partito che siede in Consiglio Comunale nella città di cui è municipale e che dimostra di avere in spregio la democrazia e, al contrario, di nutrire discrete simpatie verso l’estremismo di destra violento? Gobbi cosa pensa di un suo eletto che vuole lanciare i sassi alla Polizia?

Sinceramente, checchè ne dica Wicht, a me una società che reprime con la minaccia e l’intimidazione chi non la pensa allo stesso modo non è un società sana, ma bensì affetta da una cancrena putrida, una patologia devastante, una metastasi consumante: il fascismo, in tutte le sue forme. Anche quelle che Omar Wicht considera “solo un pensiero”

 

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