Quant’è difficile essere italofoni grigioni

Di Jacopo Scarinci

Mercoledì il Tribunale federale ha rigettato il ricorso contro l’iniziativa popolare “Per una sola lingua straniera nella scuola elementare” che, di fatto, chiede che in canton Grigioni siano esclusi dall’insegnamento nelle scuole primarie del Grigioni tedescofono l’italiano e il romancio lasciando solo l’inglese mentre, al contrario, per italofoni e romanciofoni, è previsto rimanga il solo studio del tedesco.

A reagire con forza è la Pro Grigioni Italiano che ha pubblicato un comunicato molto duro. Raggiunto telefonicamente, il segretario dell’associazione Giuseppe Falbo è chiaro nel dirci come, a questo punto “vada affrontata senza indugi la questione dell’articolo 8 della Costituzione federale, che regolamenta la parità di trattamento e il divieto di discriminazione in base alla lingua, e dell’articolo 3 della Costituzione cantonale, il quale afferma il principio dell’equivalenza delle lingue grigioni. Ma che vuol dire equivalenza? Su quali parametri se l’italiano e il romancio sono sempre più messi in difficoltà?

Effettivamente si ha la sensazione che la sentenza del Tf sia la punta di un iceberg. Perché se è vero che ora il Governo è costretto entro il primo semestre del 2018 a presentare al Parlamento grigione un messaggio per l’applicazione dell’iniziativa, è chiaro che “la Pro Grigioni Italiano si batterà sicuramente perché sia il Governo sia il Parlamento raccomandino il rigetto dell’iniziativa e, in campagna elettorale, si attiverà mobilitando la popolazione grigione a favore del No.” Ed è la punta dell’iceberg perché parlando con Falbo ci si rende conto di come non sia solo l’insegnamento alle elementari a essere in pericolo, ma proprio la lingua da una parte e – va da sé – la difficoltà degli italofoni a emergere nel cantone.

Lo sapete quanti italofoni ci sono nelle prime quattro classi di stipendio del cantone? Zero. E lo sapete quanto è difficile diventare, ad esempio, procuratore pubblico? Se si verifica un fatto grave a Roveredo, per dire, è necessario che il tutto sia coordinato da un italofono, no? Ecco: questa per noi è stata una recente conquista.” Ma la situazione è così anche dal punto di vista dei concorsi? – chiediamo a questo punto. Eccome. “Solo nell’ultimo anno ho raccolto almeno una trentina di annunci anche dell’Amministrazione cantonale dove viene messo come requisito discriminante la conoscenza del tedesco o del romancio. Per non parlare del sito internet della Banca cantonale, il quale non ha una versione in italiano. E la questione” – insiste Falbo – “non è quando e in che modo viene insegnato l’italiano, per quanto sia chiaro è importantissima. Ma che tutti gli italofoni abbiano dignità e accesso alle professioni.”

Sicuri e combattivi, alla Pro Grigioni Italiano sono pronti a lottare per i diritti degli italofoni ribadendo che anche loro fanno parte della Svizzera italiana. Com’è giusto che sia.

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