TI 9

80’000 franchi per una targa. Il mondo ci ha abituato a tutto. D’altronde di fronte alle intemperanze finanziarie di Kim Kardashian, Johnny Depp o dei pargoli dei magnati russi, cosa volete che siano 80’000 franchi?

Molti si indignano, un po’ anche io, ma poi penso: dove esiste un modo di scucire i soldi ai ricchi e farli finire nell’erario pubblico così facilmente? In un mondo di evasori fiscali, di globalisti e di favoritismi, in fondo, l’asta delle targhe è l’unica cosa che dovrebbe far ridere i poveri. I ricchi (o i fessi) che pagano migliaia di franchi per avere la targa come Paperino (la mitica 313).

Perché non farne un business? Vuoi la targa dorata con scritto “number one”? Quanto paghi? 100’000? Ok, te la facciamo. Vuoi la targa con scritto “Dio mi ama?” 60’000. “Scemo chi legge”? 30’000. Insomma, è meglio del casinò perché non crea dipendenza, i soldi escono dalle tasche di chi può e vanno a finire nelle casse dello Stato. Sì, è vero che quando pensi a cosa potresti fare in un villaggio del Kenya con 80’000 franchi ti sale il porcatrota, ma dai, ci sono cose peggiori.

Intanto io mi metto in coda per TI 867 453, chissà se è già occupata, ho un 20 franchi che mi avanza.

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