Tisexy non c’è più

Di Calvero

Chiude il mega sexy shop di Balerna. Chissenefrega dei Bilaterali, della disoccupazione, della crisi, delle casse malati che aumentano vertiginosamente, della destra populista. Qui siamo di fronte a qualcosa che cambierà radicalmente il panorama erotico ticinese.

Il negozio, a due passi dal Palapenz, leva le tende, abbassa le saracinesche, ammaina la bandiera. Legioni di casalinghe insubriche, che avevano scoperto le gioie dell’autoerotismo tramite ovetti vibranti, luminescenti e musicali, singhiozzano disperate. Schiere di pornomani, piangono il buco… lasciato dalla chiusura proditoria. Falangi di sadomaso corrono in circolo come galline senza testa in preda al panico, orfani di scudisci, collari e museruole. Drappelli di scambisti e amanti della lingerie, si chiudono in muto e ostinato silenzio.

Il Ticino ha ora un problema in più, bello grosso, un problema che si gonfia sempre più. La realtà è veramente dura. Un problema che fa sembrare mosci tutti gli altri. Un’erotica spada di Damocle sul capo. E se tu, caro lettore o cara lettrice intravedi dei doppi sensi in questo articolo sei decisamente target per l’ormai chiuso “Tisexy”. Che con un nome così, meglio che se ne sia andato, perché l’unica fantasia da quelle parti era quella dei clienti.

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