TOTTI 10, l’ultima bandiera

Ieri si è ammainata l’ultima bandiera. Dopo 25 anni di carriera Francesco Totti ha dato il suo addio al calcio giocato. Lo ha fatto nel suo stadio Olimpico, nella sua Roma, di fronte a 70.000 spettatori. E non poteva essere altrimenti.

Cos’è una bandiera? Una bandiera è un simbolo, un punto fermo, qualcosa che ti accompagna sempre, che ogni domenica sai di incontrare. Con lei inizi a dare i primi calci al pallone, ti immedesimi in quella bandiera, ti metti addosso la stessa maglia, con lo stesso numero e lo stesso nome. Con una bandiera ci cresci, vivi gioie e dolori, emozioni e rimpianti, vittorie e sconfitte. Chi per la prima volta ha indossato una magliettina della Roma con scritto TOTTI 10 a cinque anni oggi ne ha trenta.

Io posso solo immaginare cosa possa aver provato oggi un romanista di trent’anni, magari con ancora quella maglia, con la stessa scritta, con per mano suo figlio, con la medesima maglia: TOTTI 10. Sì, perché quello che distingue un calciatore da una bandiera è questo: la fedeltà e la passione per una sola maglia. Totti era l’ultima bandiera di un calcio che i soldi le bandiere se le mangiano. Un quarto di secolo in un solo spogliatoio, un solo stadio, una sola squadra, una sola maglia. TOTTI 10.

Nel suo palmares Francesco Totti annovera uno scudetto, un paio di Coppe Italia e altrettante Supercoppe Italia. Nulla di più. Avrebbe potuto uscire dall’Italia e costruirsi una carriera di successi internazionali degni del suo genio, ma er Pupone non è uscito neanche dal grande raccordo anulare. Roma è Totti e Totti è Roma, lo è stato fino all’altro giorno, per 25 anni. Nell’Urbe pochi imperatori hanno regnato per cosi tanto tempo.

Lo ha detto lui stesso, nella sua lettera di commiato al popolo giallorosso, letta con il cuore in gola di fronte ad uno stadio in lacrime: “Sono entrato in quello spogliatoio che ero ragazzo, ne esco da uomo.”

Perchè alla fine anche le bandiere mollano, vengono ammainate dal tempo che scorre inesorabile. E un pezzo della tua vita si ammaina con lei. Come quel bambino di cinque anni nel 1992, che nel 2001 smotorinava per Roma con la sciarpa al collo festeggiando lo scudetto, con la maglia TOTTI 10 addosso. Che ha brindato in Curva Sud la Coppa Italia del 2007. Che ha passato le serate davanti alla tv del bar con gli amici, trascinandovi anche la fidanzata. Sempre con quella maglia: TOTTI 10. Che l’altra sera, a trent’anni suonati, rientrava a casa con gli occhi lucidi, metteva a letto suo figlio, un bacio sulla fronte. Raccontami ancora quella storia papà. C’era una volta… TOTTI 10.

E poi diteci che è solo un gioco.

Ti potrebbe interessare anche:

Commenti da Facebook

Leave a Comment

Sei umano? *

Protected with IP Blacklist CloudIP Blacklist Cloud