“Viviamo un film muto”

Stasera è una di quelle sere di maggio che l’umidità e il freddo mandano in frantumi le ossa. Ero a Chiassoletteraria per assorbire pagine di libri scritte da penne rinomate della letteratura. Sofi Oksanen emana potenza allo stato puro, solo guardandola. I suoi scritti squarciano per la loro realtà storica e per come riesce a descriverla. Sono anni che frequento il festival, a volte lasciandomi convincere più per inerzia, altre volte decisa a portarmi via tutto quello che gli autori mi scrivono dentro. Con la sensazione che la letteratura mi tiene in vita, mi impedisce di afflosciarmi, non permettendo alla rassegnazione di primeggiare . Eppure ho guardato le facce note e sconosciute del pubblico. E mi è sembrato di vedere quei film senza sonoro. Non i film muti. Ma i film con il sonoro spento. E allora penso che stiamo vivendo un momento tra i più inquieti e incerti della storia, dove tutto è possibile ma dove l’impossibile è il sintomo diffuso della nevrosi. Lo percepisco quando sfioro gli sguardi di chi incontro. Vorrei farne volentieri a meno.

Nicoletta Barazzoni

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