Generoso: L’architettura che trasforma la natura in cultura

Di Antonia Bremer

Dopo un’ora e mezza di cammino, partendo dalla località Bellavista, sono giunta in vetta al Monte Generoso dove è stato da poco inaugurato il “Fiore di pietra”, la nuova struttura firmata Mario Botta, opera voluta per essere un importante segnale di rilancio del turismo e dell’economia regionale e del Ticino.

La giornata era calda, soleggiata, una giornata perfetta per una gita in montagna. Cammin facendo ho potuto godere di tutte le meraviglie della natura che il nostro amato Monte Generoso ci regala: panorama, animali, minerali e vegetali. Oltrepassata l’ultima curva ecco spuntare l’avveniristica costruzione. Molto bella. Infatti, oltre che alludere a un fiore che sta per sbocciare, ricorda tanto anche un “lem” che è appena stato sganciato da una navicella spaziale e che si è appena posato a terra. Questo per dire che, pur nella sua imponenza, essendo una struttura di calcestruzzo armato ricoperta di pietra naturale, ha un non so che di leggero, forse perché le torri sono intercalate a grandi vetrate per permettere una visione panoramica a 360 gradi.

“Il valore della conquista di una posizione strategica nel territorio. Questa è una montagna magica perché divide una condizione a Sud, dove si sente la Pianura Padana, dove c’è Milano e si sente in lontananza la presenza del mare, e dall’altra parte si sente l’Europa. Ecco, noi siamo su questo crinale che divide due culture – dice Botta –. Da questo punto di vista è la presa di possesso, la presa di una condizione particolare: di limite fra due mondi diversi”.

Arrivata al “Fiore di pietra”, con il sudore che imperlava la fronte, non vedevo l’ora di visitare l’opera per poi bermi un bel gazosino accompagnato da un formaggino, ma mi sono sentita in imbarazzo, io con i miei vestiti senza firma e i miei scarponcini un po’ sporchi di terra, nel “self-service” in stile Emporio Armani dove le luci, sicuramente LED, restano sempre accese per illuminare le nicchie “design”, gli “chef” che creano nella “cuisine open space” e la “boutique” dove si possono acquistare le polo con il logo del “Fiore di Pietra”, libri sul famoso architetto e tavolette di cioccolato della linea Suprême. Allora mi sono recata al piano di sopra e stavo entrando nel ristorante “à la carte” con i vini selezionati del “terroir”, quando sono stata fermata dal “maître de salle” in livrea che me ne ha impedito l’accesso. Al che ho chiesto di poter salire alla sala conferenze Belvedere da dove, pare, si possa godere un panorama da urlo, ma era chiusa per evento privato.

“Credo che sia un compito etico: non si può abbandonare questa lotta per avere una vita migliore, una qualità dello spazio migliore rifugiandosi solo o nella nostalgia del passato o nell’abbandono, e dire che la natura fa il suo corso. No! La natura non fa il suo corso: l’architettura è un’attività che trasforma la natura in cultura. E da questo punto di vista la scommessa su questa sommità è ancora più evidente, ma anche più forte. Credo che sia giusto che anche l’architettura e i costruttori, si facciano carico di questo – ribadisce Botta – non si può rinviare continuamente ad altri operatori il fatto di cercare uno spazio di vita migliore”.

Prossimamente ho intenzione di tornare ancora sul Monte Generoso. Devo solo ricordarmi di mettere nel sacco da montagna tubino nero e scarpe tacco dodici, ammesso e concesso che non mi si incastrino gli stiletti tra una tavola e l’altra del finto legno della terrazza che conduce all’entrata del ristorante piastrellata in finto granito, o tra i sassi aguzzi della ferrovia che si trovano nel piazzale antistante il Fiore, dove una volta c’erano dei tavoli e delle panchine per dare modo alle famiglie di fare il picnic.

E se, dopo un po’, avrò necessità di riposarmi o cercare uno spazio di vita migliore, potrò sempre sedermi sulle panchine argentate che si trovano sotto il portico del Fiore, sulle poltrone modello “Seconda” firmate Botta posate qua e là all’interno della struttura, o mangiare al ristorante Fiore di pietra “location chic ma accogliente elegantemente decorata e inondata di luce, ideale per trascorrere dei momenti di relax a contatto con la natura”*, ricacciando da dove è venuta la voglia del gazosino col formaggino gustato vicino a un prato in fiore e al suono delle ciocche delle mucche, nostalgia canaglia.

*fonte: montegeneroso.ch

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