I pirati del lago

Dai, non sono pirati, a loro piace chiamarsi così. L’ho visto in uno striscione. Loro sono i 34 che hanno ricevuto un preavviso di licenziamento dalla società di Navigazione Lago Maggiore. Loro sono le ennesime vittime delle ottimizzazioni, delle ristrutturazioni.

Ma a fare le vittime questi non ci stanno. Sarà l’aria del lago, sarà che a navigare tutti i giorni un po’ pirata lo diventi davvero. Respiri tutti i giorni aria e libertà. Ed è anche bello vedere tutti i sindacati uniti: UNIA, SEV, OCST, compatti a difendere chi ha il coraggio di reagire.

Alla base la solita fusione, stavolta tra la NLM e la società di Navigazione Lugano. Tante belle parole per indorare la pillola. Le scuse sono le solite: migliorare i servizi, sfruttando competenze e sinergie… e licenziando più di 30 persone. Ecco i sindacati in una nota congiunta, dare voce alle persone. Dare voce ai pirati:

“Mani alzate per dire un chiaro no a chi li vuole fare naufragare a livello occupazionale e umano. Si tratta di una scelta forte presa in tutta consapevolezza e convinzione. Una scelta coraggiosa per rispondere ad una situazione estrema. (…) Venerdì sera i dipendenti NLM hanno deciso di entrare in sciopero per far valere i loro diritti e la loro dignità. 34 dipendenti tutti residenti in Ticino che vogliono lottare, compatti e determinati, per il loro futuro”

Coraggiosi e decisi, ma, com e dicevamo, anche uniti i sindacati:

“Compatto e coeso anche il fronte sindacale, che parla con una sola voce. Poiché solo uniti si possono vincere le battaglie”

Che la coesione sia importante, ce lo dimostrano le passate lotte delle officine di Bellinzona. Ed è Giorgio Tuti del SEV (il sindacato dei trasporti) e parlare per tutti:

“Siamo qui per accompagnarvi e sostenervi, perché uno sciopero non è mai facile. In questa vertenza ci si è dimenticati completamente di voi che lavorate, delle vostre famiglie. Tutti coloro che hanno delle responsabilità, dovranno assumersele”

Essere pirati oggi non è più una scelta, ma è quasi doveroso. Rompere le consuetudini, provocare una reazione è spesso l’unico modo per creare delle speranze. E allora ben vengano i pirati, che vadano all’abbordaggio di queste sterili ciancie da azienda, che sorgano dalle acque per ribadire che sotto le cifre e le ristrutturazioni ci sono uomini e donne.

E che il Jolly Roger sventoli sul pennone più alto.

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Commenti da Facebook

  • Ma toglietemi una curiosità.
    La nautica che solca il lago maggiore non è mica di proprietà Italiana e non sono stati loro a licenziare i 34 dipendenti dopo la richiesta della confederazione di aumentare il costo per concedere le nostre rive ai nostri vicini da 2 a 3 milioni di franchi ?
    No perchè io so questa storia ed allora, perchè non andare a prendersela con la madre confederazione che questa situazione l’ha voluta e creata ad arte ??

  • Victor

    Io la vedo un po’ così: Gobbi: “E’ stato un errore per un ente governativo svizzero assumere un italiano”; SNLM: “E’ stato un errore per un ente governativo italiano assumere 34 svizzeri”… A quando la prossima triste ripicca da paesanotti?

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