Il populismo dell’UDC truffa gli elettori

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L’UDC assomiglia sempre più a un ricco bambino viziato che, nonostante in casa possa ottenere quello che vuole grazie a finanze generose e amicizie giuste, ogni tanto si scontra col mondo reale. E lì, come per tutti i viziati, iniziano i dolori.

Lascia il tempo che trova, infatti, la decisione ampiamente prevedibile presa sabato di lanciare un’iniziativa per disdire l’Accordo di libera circolazione delle persone. Ha un che di stantio, di deja-vu. Ma soprattutto mostra come in casa democentrista imperino la confusione nel migliore dei casi, la malafede nel peggiore: infatti, non sanno nemmeno loro che tipo di iniziativa lanciare. Davanti alle difficoltà emerse nell’applicazione dell’iniziativa Contro l’immigrazione di massa – invero quanto di più lacunoso, vago e irrealizzabile potessero immaginare – dovrebbe essere chiaro a tutti, anche grazie a un intervento del Tribunale federale, quale sia la situazione: la libera circolazione viene dopo, facendone parte, gli Accordi bilaterali. Il famoso articolo approvato il 9 febbraio 2014 non è stato applicato alla lettera appunto per questo motivo. Un partito serio e convinto della bontà delle proprie idee cosa avrebbe fatto? Semplicemente avrebbe deciso di chiamare il popolo al voto sugli Accordi bilaterali tout court. Sapendo però che sarebbe stata una votazione, a oggi, persa in partenza l’UDC ben se ne è guardata, preferendo portare avanti un’iniziativa che sarà un’ulteriore perdita di tempo e, qualora venisse approvata, portatrice di altri tre anni di incertezza. Tutto quello di cui il nostro Paese non ha bisogno.

Portarci a votare sulla libera circolazione, è bene dirlo senza tanti giri di parole, è una truffa. L’UDC, decidendo di continuare a battere il percorso che più l’avvicina al voto di pancia più l’allontana dalla realtà e dagli Accordi istituzionali più volte ratificati dal popolo, imita in chiave nazionale il primanostrismo ticinese leghista e democentrista: non importa se un’iniziativa sia applicabile o meno, sensata o meno, realizzabile o meno. Conta solo la propria rendita di posizione, e, nel caso, è colpa degli altri: degli stranieri, di chi non applica l’inapplicabile, del mondo intero.

Si dicono nazionalisti, ma così facendo danneggiano solo il nostro Paese.

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