Lega Nord, squadrismo e ignoranza

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L’indegna gazzarra andata in scena ieri al Senato italiano ha dato l’ennesima conferma di ciò che è la reale essenza della Lega Nord: squadrismo e ignoranza.

La passione per lo squadrismo è cosa nota. La secessione del nord, le tre Italie ipotizzate dal professor Miglio, l’eversione, il vilipendio allo Stato, il filonazismo con attestati di stima all’Hitler “ambientalista” e a Richard Walther Darré, Tangentopoli e il cappio sventolato in Parlamento verso i deputati socialisti nel sanguinoso 1993, anno in cui nacque l’antipolitica e dove un occhio attento poteva notare prodromi di bieco grillismo: questo è la Lega, poco più e poco meno. Ora non parla più di nord e Roma ladrona, visto che di ladri ne ha avuti anche lei e non pochi, ma di migranti, capro espiatorio della crisi come furono gli ebrei negli anni ’20 e negli anni ’30, e di un’italianità francamente fuori luogo se sventolata da chi ha passato anni a dire che col “Tricolore ci si pulisce il culo”. In nome di questa italianità, ieri sono andate in scena due contestazioni sul progetto di ius soli, vale a dire il conferimento della cittadinanza a chi nasce in territorio italiano da genitori stranieri con un permesso di lunga durata. Quella esterna, eversione pura, è stata coordinata da Casapound. Quella interna, più grottesca anche se, per paradosso, più fascista di quella dei fascisti fuori dal Senato, è stata capitanata dalla Lega all’assalto dei banchi del governo sotto l’occhio complice e, al solito, ignavo dei loro nuovi compagni di strada, il Movimento 5 Stelle.

Ma ieri a trionfare è stata anche l’ignoranza, in questo caso proprio sulla materia in questione, lo ius soli. Qui non interessa né si vuole esprimere giudizi, ma guardare ai fatti. In Italia, dopo 10 anni di residenza e al compimento del 18esimo anno di età si può ottenere la cittadinanza. Giusto? Sbagliato? Non importa, questa è la legge. La modifica incardinata ieri in Parlamento evita il limbo dai 10 ai 18 anni, dove di fatto un ragazzino straniero, nato o meno in Italia, è figlio di nessuno e con pochi diritti e tutele. La protesta della Destra non trova riscontri. L’affermare che se passa questa riforma si darà diritto di voto a milioni di immigrati e ci sarà un’invasione è quindi sbagliato. In Italia un maggiorenne anche se nato in Italia da genitori stranieri può chiedere la cittadinanza e quindi votare, già oggi.

Il razzismo e il parafascismo dei cosiddetti partiti dell’antipolitica sono chiari, delineati, definiti. Incontestabili. E sono tratti caratteristici in tutta l’estrema destra e in tutte le Leghe, compresa quella ticinese. Ma ciò che fa più paura, oggi, è l’ignoranza con cui ci si approccia a temi delicati. Il parlare di materie e temi sconosciuti è ridicolo quando accade a un utente sui social network, immaginarsi quanto può esserlo se a farlo sono deputati e leader politici. Un gioco al ribasso che l’Italia, come tutti gli altri paesi risucchiati in questo degradante gorgo, non può più permettersi.

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