Nigel e l’angelo della morte

Che figo Nigel. Lo ammiro. Ho sempre pensato di andarmene così. Perché alla morte ci pensi, per forza. Nigel 62 anni e una malattia incurabile. Nigel, una persona che deve venire, come tanti altri, in Svizzera e servirsi di Dignitas per andarsene. Perché Nigel è un tipo spiritoso e positivo, ma non vuole trascinare gli ultimi mesi della sua vita in un letto immobilizzato mentre soffoca. Non vuole fissare il soffitto impotente mentre la morte lo artiglia lentamente chiudendogli i polmoni.

E allora mette la sua morte su Facebook, con un post divertente. E c’è un’immensa umanità in questo post. E una lezione incredibile. Per Nigel non è mica facile lasciare la sua famiglia e il suo schnauzer, un cosino peloso e ispido che nella foto accarezza sul letto. La sua anima è sicuramente lacerata, ma su quella faccia rossa, su quella boccia pelata con gli occhialini rotondi c’è un sorriso. Lo guardo, mi dice che sta per morire.

Ora è morto. È morto, ma la sua bellezza è come un fiore, un fiore bellissimo che guardi stupito, un fiore fragile che ospiti nelle mani a coppa e che fissi col sole che lo illumina e la rugiada che brilla sui suoi petali. Che culo essere figli di un uomo così.

La sua lezione è in quel sorriso e in quell’ultimo buffo post, seguito da “ahahahah”. Perché ho dimenticato di dirvi una cosa. Nigel era un soldato. E doveva essere, al saldo di tutte le idee sulla guerra, un gran combattente. Uno che riesce a ridere di fronte alla morte.

Qualcuno forse si ricorda il Brancaleone del regista Monicelli, crociato con le pezze al culo, con una armata di disperati che affronta l’angelo della morte in un ultimo duello. Farabutto, divertente, irriverente e irredento. Non vuole essere sconfitto Brancaleone, affronta la morte armata di falce, che divertita accetta lo scontro. Brancaleone sa che perderà ma combatte lo stesso. Nigel sa che perderà ma non si arrende e ride. Vaffanculo. Ride.

E chi si ostina a non capire cosa sia il diritto alla propria morte ha invero poco dell’umanità che ci dimostra Nigel. Dietro di lui le foto dei figli. Sui social, le immagini di lui in sedia a rotelle, sempre col sorriso.

Questo è l’ultimo messaggio di Nigel ai suoi amici di Facebook:

“Sono felice oggi di annunciare che ho trovato la sola e unica cura per la mia malattia, ma tragicamente, questo significa andare da Dignitas a Zurigo per concludere la mia vita.

Vorrei ringraziare tutti voi per il vostro supporto e la vostra amicizia da quando sono entrato su facebook nel 2008, quando già da un anno soffrivo di questo crudele male. Mi siete stati di enorme supporto in questi 10 anni.

É davvero un grande peccato che le leggi di questo paese mi impediscano di fare questo in casa mia. Sono giunto a questa decisione perché volevo riprendere controllo della mia vita e ottenere la vittoria di uccidermi in barba a questa malattia. Voglio morire felice, mentre posso ancora sorridere e non essere controllato da questo malefico morbo. Voglio morire con dignità invece di essere torturato fino alla fine. Alcuni potrebbero pensare che questa sia una scelta facile, ma credetemi, abbandonare così i miei amati amici e familiari non é affatto facile.

“Morivo” dalla voglia di scrivere questo post!! hahahahahah!!

grazie e addio.

Voglio imparare da te Nigel. L’ho già detto a mia moglie. Per il funerale voglio la marcia di Topolino. E sulla lapide voglio scritto: “torno subito”, perché “cazzo guardi” era mitica ma forse un po’ troppo irriverente. Addio Nigel, grande soldato che ci ha ricordato come si combatte.

Ti potrebbe interessare anche:

Commenti da Facebook

Leave a Comment

Sei umano? *

Protected with IP Blacklist CloudIP Blacklist Cloud