Non per soldi

Di Corrado Mordasini

Lisa è una che combatte, ha i suoi alti e bassi come tutti, ma non è una che le manda a dire. E risponde all’ennesimo attacco del Mattino, il solito squallido insinuare che lei, Lara Robbiani e i loro volontari facciano quello che fanno per lucro. In un post di risposta alle mazzate del Mattino, Lisa scrive:

“Vorrei dire agli amici leghisti che non sempre si fanno le cose per soldi, non sempre si fa politica per la cadrega. Ci credano o no, c’è gente sincera che si impegna gratuitamente per il prossimo per puro spirito di fratellanza. Quando ci insultano malamente insinuando che facciamo quello che facciamo per interesse insultano anche le decine di volontari attivi nelle rispettive associazioni: Associazione Firdaus e Associazione DaRe, Diritto di Restare. Stiano tranquilli, noi si va avanti serene a fare il nostro lavoro, al 100% .”

E ancora:

“Non abbiamo bisogno dei danè del Cantone, le soddisfazioni che vengono dagli abbracci, dai messaggi di buongiorno che arrivano ogni mattina ci sono più che sufficienti.”

Ed è vero. Quando davano i pasti caldi ai migranti a Como neanche un franco prendevano, neanche un franco per i vestiti, i dentifrici, le mutande regalate da centinaia di persone che si sono fidate di lei. Neanche un franco per i 3 anni di lavoro di Lara Robbiani Tognina e per i suoi volontari. Tonnellate di abiti, smistati, immagazzinati e donati.

Ora, siamo coscienti che per Quadri, uno che ciuccia 200’000 franchi all’anno di soldi della confederazione e del comune di Lugano, sia impensabile che qualcuno lavori gratis. Eppure è così Lorenzo, lo si fa per buon cuore, perché ci si vergogna di vedere persone che soffrono quando noi abbiamo tanto. Ma il Quadri da 200’000 franchi l’anno questo non lo sa. Guadagna più di un consigliere di Stato per fare poco o nulla, e per lui la pietà è “buonismo coglionismo”. È la stessa Lisa a rassicurare Quadri, quando gli spiega che le cose vere non si comprano:

“(…) La vita vera, sta altrove. E la felicità pure. Ogni volta che incappo in qualche livoroso leghista, blogger o scribacchino da pseudo redazione mi dico che ognuno è felice a modo suo. Io di sicuro, e Lara pure, sono felice di ciò che ho fatto (non sempre giusto, per carità, ma fatto sempre con le migliori intenzioni) e di ciò che ancora potrò fare negli anni a venire.”

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