Buonanotte Madiba

Il mio primo impegno “vero” nella protesta contro qualcosa che non funzionava fu una serata al liceo. Io frequentavo ancora lo CSIA e, mentre alcuni facevano conferenze e alcuni musica, io mi cimentai in un murale sull’apartheid. Erano gli anni della pesante contestazione del regime sudafricano e del suo razzismo. Erano gli anni in cui la Svizzera si distingueva per essere l’unica a fregarsene ipocritamente dell’embargo al Sudafrica che praticavano le altre nazioni. I dorati krugerrand luccicanti che uscivano dalle miniere sudafricane grazie al lavoro dei minatori-schiavi neri piacevano ai forzieri svizzeri. Molto.

Ricordo la rabbia per l’ingiustizia, ricordo l’orrore delle violenze della polizia sudafricana e dei mercenari. Ricordo Steven Biko, attivista e leader dell’ANC morto “cadendo dalle scale”, come centinaia di detenuti neri nelle carceri bianche. E ricordo Nelson Mandela, il faro non solo per la sua gente ma anche per noi. Un personaggio sopra le righe, l’uomo di Invictus, la poesia di Henley che lo accompagnò e lo sostenne per 30 anni di prigionia:

Dal profondo della notte che mi avvolge,

Nera come un pozzo da un polo all’altro,

Ringrazio qualunque dio esista

Per la mia anima invincibile.

 

Nella feroce morsa delle circostanze

Non ho arretrato né gridato.

Sotto i colpi d’ascia della sorte

Il mio capo è sanguinante, ma non chino.

 

Oltre questo luogo d’ira e lacrime

Incombe il solo Orrore delle ombre,

E ancora la minaccia degli anni

Mi trova e mi troverà senza paura.

 

Non importa quanto stretto sia il passaggio,

Quanto piena di castighi la vita,

Io sono il padrone del mio destino:

Io sono il capitano della mia anima.

 

Nelson è stato capitano della sua anima e, con la sua forza, anche un po’ della mia giovane.

99 anni fa nasceva a Johannesburg uno dei più grandi statisti che l’Africa abbia avuto, Nelson “Rolihlahla” Mandela (colui che combina guai). Marxista, ammiratore della rivoluzione cubana, membro del comitato centrale del Partito Comunista e fondatore dell’ANC, è stato l’uomo che ha rivoltato il guanto in Sudafrica, cambiandolo da bianco in nero, ed è riuscito a farlo con grande intelligenza e senza violenza. Un esempio del potere delle idee, della forza e dell’ostinazione comune a tutti i rivoluzionari. Mandela ha traghettato il suo paese nei giorni nostri e rimarrà per sempre il padre della sua nuova nazione che comprende, nel bene e nel male, lo yin e lo yang, il bianco e il nero.

Riposa pure, Rolihlahla, e grazie anche per quello che ci hai insegnato, che se gli elefanti si fanno la guerra, è l’erba che rimane schiacciata.

Buonanotte Madiba.

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